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Scienza,Fantascienza & Mistero
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14 marzo 2010

LA METROPOLITANA DI LONDRA

 

I FANTASMI DELLA LONDON UNDERGROUND

 La metropolitana è un area vitale per la città di Londra. E’ la più antica del mondo ed  i lavori cominciarono nel 1863. Con i suoi 408 km. di binari la metropolitana di Londra è la più estesa al mondo. Conta 275 stazioni, 12 linee, 408 scale mobili e 112 ascensori. Ogni giorno più di 3 milioni di persone transitano nelle sue gallerie e corridoi e la maggior parte è ignara della storia del luogo che la circonda. Dalle prime fasi della sua costruzione e successivamente, durante le guerre, le morti accidentali e i suicidi avvenuti in quei posti si contano a migliaia. Se aggiungiamo tombe e cimiteri, fosse e cripte distrutte nel corso degli anni per l’ampliamento della linea ferroviaria, il numero di anime disturbate nel loro legittimo riposo aumenta vertiginosamente.

 Gli uomini che vi hanno lavorato raccontano le loro esperienze, storie inedite di misteriose presenze che aleggiano all’interno della metropolitana.
 
Una notte del 1981 il caposquadra John Graham era in servizio nell’area di East London, la stazione era chiusa e tutti erano andati a casa  mentre lui era rimasto nel suo ufficio per completare il lavoro. Stava spegnendo alcune luci della stazione di Bethnal-Green quando all’improvviso sentì la voce di alcuni bambini che piangevano. Cercò di non farci caso ma i pianti aumentarono aggiungendosi grida di donne e forti rumori. Era inquietante e il tutto durò 10, 15 minuti e per questo lasciò l’ufficio recandosi nella biglietteria. Durante la II guerra mondiale 173 persone persero la vita nel peggior disastro civile di quegli anni. Nello scontro avvenuto a Bethnal-Green solo 27 erano uomini mentre i restanti erano donne e bambini.
 
Il tunnel di Gracechurch a King William street è tra i più vetusti e logori della rete, abbandonato agli inizio del 1900, si estende dalla stazione di Borough fino a quella di London-Bridge. In occasione del centenario della metropolitana, venne chiesto di fotografare il tunnel per farne un libro. Printz Holman si recò per scattare le foto e a parte il disagio avvertito sul posto, successivamente, durante lo sviluppo dei negativi, su una foto uscì una persona in piedi translucida e in ombra. Strano considerato che sul posto non c’era nessuno e l’area era da tempo chiusa. In seguito un medium si recò sul posto dove era stata scattata la foto e affermò di essere entrata in contatto con un uomo deceduto nel tentativo di sedare una rissa avvenuta all’epoca quando iniziò la costruzione del tunnel.
 
L’dea che i fantasmi tengono compagnia ai passeggeri e agli addetti che giorno e notte lavorano nella metropolitana non è una novità e le storie a riguardo se ne contano a decine, storia come quella del passeggero. Sulla linea Bakerloo si dice che seduti in una carrozza viaggiando verso nord possa capitare di vedere il riflesso di una persona seduta accanto a noi nel vetro, anche se il posto è in realtà vuoto. Di storie come queste se ne parlava già agli inizi
 
del secolo scorso ed interessavano il tunnel oggi murato che andava da London-Hospital a London-Chapel. Le carrozze trasportavano solo cadaveri dall’ospedale al cimitero.
 
Anne Naylor, una giovane tredicenne apprendista di un cappellaio fu stata assassinata nel 1758 dal suo maestro e dalla figlia e si dice che le sua urla si sentivano sulla banchina della stazione di Farringdon e per questo fu soprannominato il fantasma che urla.
La linea più nuova della metrò londinese è la Jubilee-line che si estende da Westminster fino a Stratford nella zona ad est di Londra. Per costruirla sono state attraversate le fondamenta di parecchi monasteri e riesumate e trasferite più di 600 tombe. Si dice che da allora sulla rete sono aumentati gli avvistamenti di monaci.
 
Come tutte le altre linee anche gli oltre 70 km. della Jubilee-line vengono controllati ogni notte dagli addetti ai lavori che camminano da soli sulle rotaie che attraversano i tunnel per le solite verifiche.
Bill McKeown è uno di essi e da oltre 20 anni perlustra i tunnel della metropolitana. Un giorno mentre nelle prime ore del mattino controllava le rotaie a Baiker-Street si era seduto per riposarsi quando sentì un rumore ed il pietrisco che si muoveva. Si vedevano ombre sul terreno come se qualcuno stesse camminando. Nel frattempo iIl suo corpo sembrava percorso da corrente elettrostatica. Quando Bill ne parlò al suo superiore questi non si meravigliò perché anche altri avevano avuto la stessa esperienza e si dice che si trattava del fantasma di un operaio che aveva il compito di perlustrare proprio quella parte di linea. Di vero è che almeno 5 operai negli anni avevano perso la vita su quel tratto di binario.
Sono molti gli addetti alla metropolitana e parecchi lavorano di notte a treni fermi, quando la metrò è chiusa al pubblico ed alcuni sono lavori insoliti come per esempio quello dei Flappers che raccolgono i capelli umani che arrivano nei tunnel.
 
Paul Fisher nel 1984, durante il suo tirocinio per diventare manager della compagnia che gestisce la metrò, dovette visitare e percorrere a piedi, con la sola torcia elettrica, un tratto della linea per essere pronto a far fronte ad ogni compito ed evenienza. Durante il precorso vide un tipo che stava lavorando e si stupì nel vedere che aveva una vecchissima lampada ad olio (tilly), da tempo dismesse per motivi di sicurezza. Si avvicinò e gli chiese come mai usasse quella lampada. L’uomo anziano gli disse che le preferiva a quelle a batteria e poi parlarono di quel tratto della rete. Una breve chiacchierata poi Paul uscì dal tunnel ed avvisò il suo superiore che aveva terminato il suo giro chiedendo cosa stesse facendo quell'uomo che aveva incontrato. Il superiore disse che su quella tratta non c’erano lavori in corso e non doveva esserci alcun operaio e curiosi ritornarono insieme sul posto. Di quell’umo nessuna traccia e si pensa anche se controllarono per bene considerato che di li a poco i treni avrebbero ripreso a percorrere quel tratto. In quella zona aleggiava la leggenda del fantasma di Norther-Line, un operaio ucciso da un treno anni prima mentre lavorava con un compressore e non sentì arrivare il treno.
 
Il fantasma più famoso è comunque quello di Covent-Garden ma da quando sono aumentati i viaggiatori sono diminuite le sue apparizioni come se anch’egli, come noi, non sopportasse la folla. Il suo ultimo avvistamento risale al 1972.  Cristopher Joseph Glifford era allora addetto agli ascensori alla stazione di Covent_Garden, per lo più frequentata da commercianti del vicino mercato. Cristopher aveva controllato gli ascensori e chiuso la stazione per la notte quando si ritrovò davanti un uomo alto vestito all’antica con panciotto e cappello a tuba. Rammaricatosi di aver chiuso gli ascensori credendo che non vi fosse più nessuno, si scusò e corse a riprendere le chiavi per farlo risalire ed uscire. Quando due minuti dopo ritornò, l’uomo era scomparso. Giorni dopo qualcuno gli mostrò una foto di un uomo morto più di cento anni prima ed era la stessa persona che lui aveva visto. Si trattava dell’attore William Terris morto pugnalato a morte nel 1897 da un attore rivale.
 
Una sera d’estate del 1992 durante l’ultimo turno Tario Rahana stava finendo di lavorare prima di tornare a casa. Sentì sbattere una porta più volte e mentre camminava per raggiungere le scale sentì una presenza alle sue spalle. Voltatosi vide una figura di una donna vestita di bianco dai lunghi capelli bianchi ma senza volto. Nel 1958 dieci persone morirono in una collisione tra treni in quel posto e probabilmente tra i deceduti doveva esserci una donna dai lunghi capelli bianchi.
 
'...the forthcoming end of the world will be hastened by the construction of underground railways burrowing into infernal regions and thereby disturbing the Devil.'
Rev Dr John Cumming, 1860.
[“…la prossima fine del mondo verrà accelerata dalla costruzione delle linee della metropolitana che scava nelle regioni infernali disturbando il diavolo”]

 

Articolo ripreso dalla trasmissione Voyager su Rai2 del 3.12.2008

 


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permalink | inviato da feel il 14/3/2010 alle 19:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

28 ottobre 2009

UNIVERSI PARALLELI

 

M-Teoria e Brane 

Il sogno di tutti gli scienziati, dai tempi di Einstein, è quello di poter dare una spiegazione a qualsiasi fenomeno dell’universo. Oggi, con una teoria che lascia sbalorditi, forse quella spiegazione è stata trovata: l’universo in cui viviamo non è l’unico.

Per anni la scienza ha registrato eventi a cui non sapeva dare risposte, fenomeni inspiegabili legati alla possibile esistenza di dimensioni (mondi?) nascosti impercettibili ai sensi umani. I mistici avevano sempre creduto nell’esistenza di tali luoghi che asserivano essere abitati da fantasmi e spiriti. Fino dal 1920 i fisici dovettero fare i conti con una teoria-delle-stringhe-bigscomoda scoperta. Cercando le esatte posizioni di particelle atomiche si accorsero che era impossibile collocarle perché gli elettroni non avevano un’unica collocazione. E’ come se le particelle avessero la possibilità di essere in posti diversi nello stesso tempo e la sola spiegazione possibile ipotizzata da gran parte dei fisici, fu che le particelle non esistono solo nel nostro universo (nella nostra dimensione), ma sarebbero presenti anche in altri universi ed addirittura esisterebbe un numero infinito di universi, detti paralleli e diversi uno dall’altro. E’ come se, per esempio, esistesse un universo in cui noi siamo vecchi ed un altro in cui non siamo ancora nati, perché tali dimensioni possono trovarsi in spazi e tempi diversi dal nostro. I fisici danno per certo che ci sia, difatti,  un universo parallelo alternativo al nostro, con una realtà opposta alla nostra. Ma, tale teoria era talmente scomoda che per decenni fu ignorata da molti scienziati. La ricerca di una sola elegante teoria che riassumesse in se tutto il nostro universo è stata quella che inconsapevolmente ha portato gli astrofisici alla scoperta degli universi paralleli con cui poi, tutti gli scienziati dovevano fare i conti. Einstein non era riuscito a completare la sua “teoria del tutto” (Teory of Everything o TOE)ma dopo di lui e fino a pochi anni fa, altri fisici hanno tentato di raggiungere tale fondamentale obiettivo. Nel 1980 ebbe luogo una rivoluzione che fece fare un enorme passo avanti al raggiungimento di quell’obiettivo, con una idea che sembrava concretizzare la teoria del tutto era la “teoria delle stringhe” (vedi a proposito il precedente post “LA TEORIA DELLE STRINGHE”.)

Secondo questa rivoluzionaria teoria, la materia non è fatta di particelle invisibili come si credeva fino a quel image1momento, ma di stringhe minuscole ed invisibili attraverso le quali la materia emana una sorta di melodia. Si pensi ad una corda di chitarra che se pizzicata in un certo emette delle frequenze, ma se la si pizzica in un altro modo la stessa corda produrrà altre frequenze o note differenti. Per i fisici, è come se la natura fosse formata da queste piccole note musicali suonate su super-stringhe (le vibrazioni di sottilissime stringhe supersimmetriche). Ma per superare la teoria del tutto di Einstein, questa nuova teoria avrebbe dovuto spiegare anche e principalmente un evento speciale della cosmologia rimasto in sospeso: la nascita dell’universo. Se l’universo è pronto per un’unica spiegazione (TOE), allora la teoria delle stringhe è quella del Big-Bang dovevano fondersi completamente e completarsi l’un l’altra perfettamente. Dopo tutto, la prima aveva a che fare con la nascita dell’universo e l’altra con la materia in essa contenuta. L’attimo iniziale del Big-ben è il più grande mistero della cosmologia e per la sua eccezionalità è stato definito “Singolarità”. Una singolarità gravitazionale è un punto dello spaziotempo in cui il campo gravitazionale ha un valore infinito. Secondo alcune teorie fisiche sull'origine dell'universo, lo stesso potrebbe avere avuto inizio con una singolarità gravitazionale (il big bang appunto) e potrebbe finire con essa (il Big Crunch).

Normalmente siamo abituati a pensare di vivere in un mondo fatto in tre dimensioni (3D), infatti possiamo muoverci: 1– a destra/sinistra; 2– avanti/indietro; 3– in alto/basso. La Fisica però richiedeva altre dimensioni ed I15-46-manifoldEinstein propose il “tempo” come quarta dimensione e successivamente i fisici ne suggerirono una quinta, anch’essa spaziale e poi anche una sesta e col tempo il numero di dimensioni continuava ad aumentare. Le altre dimensioni sarebbero sparse nell’universo e non saremmo in grado di percepirle perché microscopiche. Secondo gli scienziati e la nuova teoria delle stringhe, le dimensioni del nostro universo sarebbero addirittura undici. Anche se all’inizio il solo a sostenere fortemente l’esistenza dell’11/ma dimensione era Paul Steinhardt dell’università di Princenton. I fisici teorici Paul J. Steinhardt e Neil Turok presentarono un nuovo modello di cosmologia, affrontando il Big Bang non come un momento unico ed iniziale nella storia dell'universo, ma un passaggio nell'infinita serie di collisioni tra il nostro e un universo parallelo; un "universo ciclico" il cui modello si avvale dei più recenti sviluppi nella ricerca sulla fisica delle particelle e della teoria delle superstringhe.  image

Le minuscole ed invisibili stringhe che avevano dato il nome alla teoria, avrebbero dovuto essere gli elementi costitutivi di tutta la materia dell’universo ma ora, con l’aggiunta dell’11/ma dimensione non erano più tali, si erano dilatate e combinate tra loro dando luogo ad un’altra dimensione. Si arrivò alla stupefacente conclusione che tutta la materia dell’universo era connessa in un unica vasta struttura, una ”membrana di energia”. In pratica tutto il nostro universo è una membrana! Questo dava spiegazione e risolveva alcuni quesiti della fisica rimasti in sospeso.

Gli studi dimostrarono che alcuni universi paralleli avevano la forma di membrane tridimensionali coma il nostro dbrane1universo, altri, invece, erano solo strati di energia. C’erano membrane cilindriche ed ad anelli. L’undicesima dimensione sembrava zeppa di membrane e ciascuna di esse era un possibile altro universo (M-Teoria)

Il fisico teorico Edward Witten, fu il primo a proporre questa teoria chiamandola “M-teoria”. Essa è una TOE, cioè una teoria del tutto che combina matematicamente le cinque teorie delle superstringhe e la supergravità ad 11 dimensioni, nonché le quattro interazioni fondamentali della fisica quantistica.

Il fisico Alan Guth afferma: “ci potrebbero esserci altri universi paralleli come i nostri e vicini a noi e non potremmo rendercene conto. Potrebbero essere completamente diversi con diverse leggi di natura a noi sconosciute.”

imageGli universi paralleli si muovono attraverso l’11/ma dimensione come onde e come ogni onda anche queste si increspano. E sarebbero state proprio queste increspature a formare gli ammassi di materia dopo il Big-bang. Ammassi da cui si è poi generato l’universo a noi conosciuto. I cosmologi disponevano finalmente della spiegazione completa della nascita del nostro universo. Potevano così riportare le nuove leggi della fisica indietro nel tempo, fino al big-ben e prima ancora per rivedere il tutto. Con questi nuovi studi la teoria incompiuta di Einstein potrebbe finalmente essere completata ed in breve tempo.

Ma, si potrebbe anche rimanere delusi perché in fondo, l’Universo non sarebbe più niente di speciale. Solamente uno in mezzo ad un numero infinito di membrane, solamente uno dei molti universi che secondo alcuni formerebbero il “Multiverso” (Con tale termine si intende, appunto, un insieme di universi alternativi al di fuori del nostro spaziotempo)

 

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riferimenti: trasmissione "Voyager"

 

29 settembre 2009

PROFEZIE SUL 2012

 
ANALOGIE, COINCIDENZE, STRALCI E CONSIDERAZIONI
10450 E 2012, DATE PROFETICHE
 
 
 
 Inca, Maya, Indiani, Nostradamus, Malachia, autori e scienziati contemporanei concordano che nel 2012 o giù di lì accadrà qualcosa che segnerà la fine di un’era sulla Terra.  
 
 Secondo gli INCA del Perù la storia umana è divisa in tre Ere.
La prima va dalle origine fino all’arrivo degli Spagnoli in America; la seconda inizia con la conquista spagnola e arriva ai giorni nostri, mentre la terza inizia nella nostra epoca ed è chiamata “il tempo di un nuovo incontro umano”.  Secondo questo calendario, la tradizione andina prevede 3 anni di transizione, 7 anni di preparazione e 12 di manifestazione della nuova Era. Alla fine degli anni 80 l'umanità si trovava al termine di un'Era , il 1° Agosto 1990 ha segnato l'inizio di una trasmutazione cosmica denominata PACHACUTI. A questo periodo di trasformazione, durato tre anni (dal 1990 al 1993), sono seguiti sette anni di preparazione (dal 1993 al 2000), periodo che in lingua Quechua prende il nome di TARIPAIPACHA.
Mentre ora viviamo in un periodo di manifestazione denominato INKA MALLKU (candidato a diventare Inka), iniziato il 1º agosto 2000 e che terminerà il 1º agosto 2012.
L'oroscopo Inca ci parla di un allineamento planetario che avverrà nel 2012. Un allineamento tra il centro della nostra galassia con il Sole e la Terra, evento che avviene ogni 26.000 anni e che si era già prodotto 13.500 anni fa nell'altro lato della galassia. Si tratta in pratica della previsione di un'epoca d'oro per l'umanità e noi siamo chiamati a collaborare per creare le condizioni necessarie alla sua realizzazione. Tutti siamo possibili candidati a diventare Inka (ovvero persona capace di concentrare e distribuire energia vivente, appartenente al QUINTO LIVELLO).
 
 I Maya, i più grandi astronomi del mondo antico perché per la loro era la più sacra delle scienze e non si trattava di un mero sapere fine a se stesso, sono quelli che hanno fatto studi e previsioni astronomiche più avanzate ed attendibili. Avevano previsto alcuni eventi che poi si sono avverati con estrema precisione come l’eclissi solare del 1999. Per i Maya la creazione ha inizio il 13 agosto 3114 a.C. e lo scorrere del tempo è immaginato come un fenomeno ciclico che si rinnova attraversando ogni volta un periodo di grandi cambiamenti. All’interno della spirale spazio-tempo vi sono cicli che si ripetono periodicamente secondo un rapporto preciso che permetteva loro di fare profezie. Le precedenti ere (della durata di 5.125 anni: ciclo del loro lungo computo), erano dette rispettivamente, dell’Acqua, Aria, Fuoco e Terra. L’era che stiamo tuttora vivendo è nota come "Era dell’Oro". La fine dell’Era dell’Acqua coincise, sempre secondo la visione di alcuni esperti in misteri e civiltà antiche, con la fine del Regno di Atlantide a causa di un diluvio. Probabilmente, si trattò dello stesso Diluvio Universale descritto nel Vecchio Testamento della Bibbia. I Maya calcolarono che l’era attuale sarebbe finita dopo 13 cicli da 1444 giorni e…… calcolatrice alla mano si arriva appunto al 21 dicembre 2012.
Pertanto il calendario Maya ha una durata di 5125 anni, partendo nel 3114 a.C. e terminando nel 2012 d.C. Gli studiosi si sono sempre chiesti cosa questo volesse significare e la risposta fu trovata grazie ad una stele che riporta una iscrizione dove viene specificata con esattezza la data del 21/12/2012 come punto conclusivo del loro calendario e delle loro previsioni Tre calendari contengono rimandi interni che indicano proprio tale giorno quello che come annuncia la profezia del QUINTO SOLE segnerà il ritorno dei “nuovi dei”.    
 
 Secondo la profezia degli indiani Hopi del nord America, alla nascita del Bufalo Bianco (avvenuta nel 1995) sarebbero seguiti 17 anni (dal 1995 al 2012), al termine dei quali la fine di un'Era sarebbe coincisa con l'inizio di una trasformazione che farebbe emergere la QUINTA UMANITA. Si parla del ritorno di un corpo celeste/entità che ciclicamente ritorno nel nostro sistema solare portando dei stravolgimenti. Forse lo stesso che 54.000 anni fa sconvolse la crosta terrestre, che 12.000 anni fa portò il diluvio o che 2000 anni fa annunciò la venuta di Cristo.
Coll’avvento del 5° ciclo cambierebbe il nostro modo di pensare e di vivere.
 
 Nel caso si trattasse solo di un passaggio evolutivo e di variazioni genetiche, sono i “Bambini Indaco” i precursori di una nuova e migliore umanità?
 A partire dagli anni ‘80 una nuova razza di bambini, secondo alcuni, sembra sia apparsa sulla Terra.
Bambini speciali ed unici che sembrano possedere fin dalla più tenera età caratteristiche che li distinguono nettamente dai coetanei. Una nuova razza nata in previsione dei cambiamenti epocali che dovrebbero avvenire dopo il 2012? Tali soggetti avrebbero capacità psichiche molto al di sopra di quelle considerate normali e un aspetto quasi regale, con un compito comune da portare avanti. Secondo la tradizione spirituale ogni essere è circondato da un campo magnetico chiamato “aurapercepibile solo da persone con spiccata capacità sensoriali. Forma, dimensione e colore dell’aura conterrebbero molte informazioni relative allo stato fisico, mentale ed emotivo di ognuno di noi.
Spesso l’aura non cambia, si trova sopra la testa e rimane la stessa nel corso degli anni attorno ad una determinata persona. Ma può capitare che essa cambi anche in modo istantaneo.
Nel 1986 la ricercatrice Nancy Ann Tappe percepì in alcuni bambini la presenza di un colore nell’aura fino ad allora mai visto, l’indaco. Tale fenomeno all’ora limitato, si sarebbe poi lentamente incrementato.
Le capacità fuori dal comune dei bambini indaco sono indubbie e secondo alcuni questa sarebbe addirittura solo la prima fase di un fenomeno più complesso che vedrebbe la comparsa di nuovi bambini sempre più sensitivi e telepatici, con una naturale predisposizione e abilità alla guarigione, i cosiddetti “Bambini di Cristallo”. Ancora più particolari sarebbero quelli che gli studiosi chiamano “Bambini delle Stelle”, individui fortemente intelligenti con innata capacità di comprendere l’energia ed i suoi meccanismi. Rappresenterebbero gli scienziati del futuro ed avrebbero addirittura un numero maggiore di parte attivo di DNA rispetto al comune. D’altronde negli anni le mutazioni genetiche sono state numerose, partendo da quella che ha generato l’homo sapiens. Alcuni bambini indaco affermano di essere in grado di aprire dei veri e propri varchi con altre dimensioni e quindi la possibilità di avere contatti o di vedere mondi diversi dal nostro.   
 
 
 I discendenti degli antichi Maya aspettano  il ritorno dei “Teschi di Cristallo” che secondo la profezia farebbero risorgere la loro antica civiltà. Tali teschi erano simbolo di morte e di rinascita per i Maya, avendo inciso al loro interno la storia dell’umanità e la loro realizzazione sarebbe iniziata con gli Aztechi e proseguita con i Maya, per questo citati negli antichi scritti e forse legati al 2012. Il primo e più famoso teschio di cristallo o del destino, fu trovato per caso da A. Mitchell Hedges nel novembre 1923 quando allora ragazzina era col padre adottivo, un archeologo, nel sito maya di Lubaantun nel Belize. Un teschio ricavato da un unico grosso cristallo di rocca che da subito sembrò essere più di un semplice reperto archeologico.
Secondo antiche leggende si viene a conoscenza che di questi teschi ne esisterebbero 13, separati molti anni fa in attesa di essere riportati tutti insieme nello stesso luogo per dare all’uomo “una formula per salvarsi”. Nonostante i mezzi tecnologici oggi disponibili, non si è ancora in grado di stabilire l’età (il cristallo non è databile) ed il modo col quale esso sia stato realizzato. Perfino oggi, non sarebbe facile ottenere una simile precisione e brillantezza.
 
 
 Perfino in Africa si ritrovano tracce di alcune profezie legate al futuro. A Mali vi è il misterioso popolo dei DOGON una antica civiltà che probabilmente discende degli Assuanti, antico popolo vissuto ad Assuan nell’Egitto meridionale che avrebbe appreso le conoscenze astrologiche degli egiziani. Resta difatti un mistero il fatto che essi fossero a  conoscenza della presenza delle due stelle di Sirio, stelle non visibili ad occhio nudo e scoperte dagli astronomi solo nel 1862, (forse il decimo pianeta solare che i Sumeri chiamavano Nibiru).
I Dogon, le cui conoscenze vengono tramandate oralmente dai saggi, sanno da secoli che Sirio è una stella multipla e che l'orbita ellittica della stella più piccola (detta Sirio B), richiede un tempo di 50 anni per essere completata; inoltre per loro Sirio B è costituita da materia più pesante della stella principale.
I villaggi e le abitazioni dei Dogon si trovano incastonati nelle mura roccioso di falesia al di sotto di altre disabitate e impossibile da raggiungere se non dall’alto.
Chi o cosa abitava in quelle costruzioni impervie?
 
Secondo i Dogon viveva un popolo venuto dal cielo ed in grado di volare chiamato Nommo il cui corpo era a forma di pesce da cui sarebbe scaturita la civiltà dei Tellem insieme alla presenza spirituale degli Andoumboulou.
 A tal proposito anche i Sumeri parlavano di esseri anfibi rappresentata dalla divinità Oannes mentre Abideno, discepolo di Aristotele, quando parla dei re dei Sumeri menziona “un semidemone, che giunse dal mare. I Tellem avrebbero trasferito le loro conoscenze al popolo locale ed in particolare sul ciclo di Sirio e dell’era dell’acqua che ritornerebbe nell’anno 2012.
 
 
 
Esiste una profezia egizia che parla della fine dei tempi. La si trova nel famoso “Libro dei Morti” dell’antico Egitto e sembra unisca insieme due date importanti, il 10450 a.C. ed il 2012 d.C. 
Il geroglifico originale pare che dica:
<Calcolando e tenendo in debito conto i giorni e le ore propizie delle stelle di Orione e delle 12 divinità che le reggono, ecco che esse congiungono le mani palmo a palmo ma la sesta fra esse pende sull’orlo dell’abisso nell’ora di disfatta del demonio>. 
Le 12 divinità dell’antico Egitto simboleggiano le 12 costellazioni dello zodiaco e le mani che si congiungono stanno a significare il passaggio da un segno dello zodiaco all’altro. La sesta divinità o costellazione sarebbe quella dell’ACQUARIO che sostituirà, nel 2012, quell’attuale dei PESCI. Ogni costellazione nel nostro cielo ha una durata di circa 2160 anni e gli antichi egizi avrebbero iniziato il loro conteggio dalla costellazione del Leone. Perché?
Secondo alcuni studiosi lo dimostrerebbe la disposizione delle Piramidi e del loro rapporto con la via Lattea e con la cintura di Orione (rappresentato da Osiride, il dio egiziano della morte) com’era visibile nel 10450 a.C. e come supposto dagli egizi. Se si considera la disposizione al suolo delle tre piramidi (SUD) e l’angolo che esse formano con i meridiani terrestri, si propone una connessione con l’11.mo o il 12.mo millennio.
Per indicare una data e perché questa indicazione si conservi nei secoli occorre prendere come riferimento solo la volta celeste. Molti popoli antichi a riguardo sembrano aver avuto conoscenze avanzate. Molto lentamente il Sole si sposta attraverso le 12 Costellazioni dello Zodiaco. Esso impiega circa 2160 anni per attraversare ogni singola Costellazione, le Stelle infatti appaiono muoversi al ritmo di un grado ogni 72 anni. Per compiere l’intero ciclo processionale di 360 gradi sono necessari 25920 anni. Adesso noi vediamo sorgere il Sole all’alba del 21 Marzo proiettata verso la Costellazione dei Pesci, la prossima Costellazione sarà quella dell’Acquario. Una cosa incredibile è che Civiltà distanti tra loro nello spazio e nel tempo abbiano indicato un’UNICA data, il 10450 a.C. forse quella d’inizio della Civiltà Umana?
Anche l’orientamento della Sfinge che veglia sulle Piramidi con il corpo di leone lascia supporre alla costellazione del Leone (EST). Sfinge, che secondo ultimi studi sulla sua erosione, avrebbe dai 5000 agli 8000 anni in più di quelli dichiarati dall’archeologia ufficiale. Una data in cui, stando alle conoscenze attuali, non esisteva ancora alcuna civiltà evoluta.
Il 10450 a.C. sembra così unire paesi tra loro distanti nel tempo e nello spazio. In particolare, le misteriose ed antiche città in Cambogia (NORD e quelle in Bolivia (OVEST).
Le antiche città indù e buddiste di Angkor Wat e di Angkor Thom in Cambogia presentano complessi in cui sono stati costruiti alcuni dei più grandi edifici di pietra esistenti.
Fanno parte di un formidabile arcipelago di tombe, templi e grandi città geometriche che insistono su un'area di circa trecento chilometri quadrati nelle pianure del fiume Mekong e che confermerebbero la profezia dei Maya. Sulle antiche pietre della città idraulica di Angkor sono incisi simboli che raccontano leggende tra cielo e stelle che compongono la costellazione del Drago, il Serpente del Cielo. La disposizione dei Templi riproduce fedelmente la mappa delle Stelle come era in cielo all’alba dell’equinozio del 10450 a.C.  E la mappa che i templi disegnano sul suolo ruota magicamente attorno al numero 72.
Settantadue sono le strutture architettoniche  presenti; 72 è il numero legato al drago raffigurato nel re cobra dalle 7 teste, lo stesso che forse salvò Budda dalla tempesta o raffigurato dagli antichi egizi. Stranamente 72 sono i gradi di latitudine che separano Angkor dalla piana di Giza. Se la posizione delle piramidi di Giza rappresentavano per gli antichi astronomi il meridiano zero, Angkor si trovava esattamente a 72° ad Est. Se si procede il giro del pianeta dopo altri 72° si incontrano le profondità dell’oceano, forse la mitica Atlantide? Altri 72 gradi e si arriva alla misteriosa isola di Pasqua e all’altezza del parallelo che taglia gli ultimi 72 gradi ad est c’è l’impenetrabile foresta amazzonica. La mitologia cambogiana recita: <Il settimo giorno un serpente alato scenderà dal Cielo e colpirà la Terra>.
 
L’antica città di Tiahuanaca in Bolivia (OVEST) sembra orientata verso la costellazione dell’Acquario.
La cultura tiahuanaco (o tiwanaku) fu un'importante civiltà preincaica che si fa risalire a 4000 anni fa ma che potrebbe essere molto più antica e quindi la più antica mai esistita. Questa cultura prosperò a oltre 4000 metri di quota, in una zona dove la carenza d'ossigeno rende difficile persino respirare, ma i suoi uomini riuscirono a spostare pietre di peso fino a 200 tonnellate e inventarono tecniche di costruzione modulare, che sarebbero ancora oggi d'attualità. La più famosa e misteriosa struttura del sito è la cosiddetta “Porta del Sole” dove è raffigurato un calendario solare di cui non si è ancora capito appieno il significato.
Di quello che resta del sito si trova un tempio sotterraneo ed una grande vasca rettangolare profonda 2 metri con al centro tre grandi stele che si trovano nella stessa posizione delle stelle della cintura di Orione, proprio come le tre piramidi d’Egitto. Anche qui, il particolare orientamento del sito con la costellazione dell’Acquario – come altri siti megalitici del mondo – sembra indicare la data del 10450. 
Ecco così trovati i simbolici siti raffiguranti una delle quattro costellazioni poste ai punti cardinali di quella fatidica data: il Leone ad Est (Sfinge), Orione a Sud (Piramidi di Giza), Drago a Nord (Angkor Wat e Angkor Thom); ad Ovest la costellazione dell'Acquario che può essere rappresentata da Tiahuanaco con i motivi acquatici delle statue del Kalasasàya e dei canali - riversanti acqua - della Piramide di Akapàna, orientati ad Ovest. L'Acquario è stato nel passato anche rappresentato come un uccello, un fagiano o un'oca (antichi romani), un falco (Maya), un uccello Garuda (Indù). Quest'ultimo è spesso collegato alla Fenice della mitologia egiziana e greca; era soprattutto un simbolo di immortalità e di rinascita….. qualcosa avrebbe dovuto rinascere?
 
Il cosiddetto ''Edificio di Culto'' collocato nello straordinario insediamento neolitico di Nevali Cori, nella Turchia sud-orientale, presenta un preciso allineamento verso sudovest. I due grossi monoliti posizionati sul pavimento dell'edificio, uno di fronte all'altro a formare una porta verso sudovest, puntano alla costellazione della Balena e, in prossimità della stessa, la costellazione nota come Eridano, il fiume celeste. Quest' ultimo, rappresentato come fiume che scorre dalla stella Rigel, (il piede sinistro di Orione) e attraversa le zampe della Balena, è stato più volte definito quale controparte celeste sia del Nilo che dell'Eufrate. Ad Est di tale costellazione era possibile vedere quella del Cancro, ovvero il segno zodiacale che definì l'era processionale iniziata nel 9.220 a.C. e terminata nel 7.060 a.C. circa. Nelle loro simbologie costruttive le antiche popolazioni volevano forse anche rappresentare la fine di un ciclo, di un'epoca probabilmente terminata con eventi catastrofici.
 
 
 Una delle profezie più angoscianti di Nostradamus è quella che riguarda l'avvento del terzo Anticristo, che ancora si deve realizzare.
<Il compimento del grande numero settimo apparirà al Tempo dei giochi di Ecatombe non lontano dalla grande età del millennio che gli entrati usciranno dalle loro tombe>.
Si tratta dell’ultima profezia e l’iscrizione sull’ultima pagina del libro fa pensare che si tratti di un testo proibito e si legge che è stato consegnato al cardinale Barberini a quel tempo direttore della biblioteca vaticana.
Probabilmente la chiesa voleva che nessun altro possedesse il libro a causa delle sue ultime immagini dove tra l’altro viene raffigurato l’allineamento tra la Croce  Divina in cielo e la Croce mondana in Terra e dato che l'allineamento capita una volta ogni 13.000 anni e che le due croci non si allineano dall’11.000 A.C.  è stato calcolato che un nuovo allineamento potrebbe capitare in un arco di tempo che comprende 20 anni: dal 1992 al 2012.
E’ lo stesso allineamento previsto dalle antiche civiltà?
Intorno all’anno 2.000 d.C., la configurazione celeste era ribaltata rispetto a quella del 10.450 a.C.; il Drago era in basso, Orione in alto; il Leone e l'Acquario si scambiano la posizione e così la Sfinge guarda ora verso Est il sorgere all'orizzonte dell'Acquario.
 
Che dire, poi, delle profezie di San Malachia.
Qualcuno dice che la maggioranza di queste profezie si sia avverata. Intorno al 1140 il vescovo Irlandese Malachia profetizzò le successioni papali sino al tempo in cui Pietro sarebbe ritornato sulla terra per riprendere le chiavi della Chiesa.
Secondo alcuni, queste profezie sono state scritte con la collaborazione ispirata di San Bernardo e furono pubblicate per la prima nel 1595 col nome di  "Lignum Vitae". Le profezie di Malachia si riferiscono per lo più al luogo di provenienza dei pontefici, allo stemma della famiglia e agli eventi storici che avrebbero caratterizzato i vari pontificati. Esse sono costituite da 111 motti in latino che descrivono e identificano 111 papi che secondo Malachia si dovevano avvicendare sul trono di Pietro, dal 1143 ad oggi. Il centoundicesimo papa sarebbe stato identificato come papa Benedetto XVI, ovvero Joseph Ratzinger, mentre l'ultimo, il 112/mo come  Petrus romanus. A quest'ultimo papa che chiude la profezia, Malachia ha dedicato addirittura dei versi:
<In persecutione extrema sacrae romanae ecclesiae sedebit Petrus romanus, qui pascet oves in multis tribulationibus; quibi transactis, civitas septis collis diruetur, ed Judex tremendus judicabit populum suum. Amen>. La traduzione è:  Durante l'ultima persecuzione della Santa Romana Chiesa, siederà Pietro il romano, che pascerà il suo gregge tra molte tribolazioni; quando queste saranno terminate, la città dai sette colli sarà distrutta, ed il temibile giudice giudicherà il suo popolo. 
Ma secondo alcuni, la profezia di Malachia non specifica che il 111/mo sia l’ultimo papa. Infatti la profezia arriva al centoundicesimo papa, e poi parla di un ultimo papa, non di un centododicesimo, pertanto, ci potrebbero essere altri papi fra il numero 111 e l'ultimo.
 
 Per anni si è sostenuto che la Torah ebraica racchiudesse tutto ciò che avviene nel mondo e ultimamente alcuni rabbini l’hanno analizzata servendosi del computer e di codici nascosti scoprendo eventi storici veramente accaduti e di altri da avvenire, come una cometa che dovrebbe colpire la Terra nell’anno ebraico 5776 equivalente al 2012.
 
Il terzo mistero di Fatima recita: "..altri Miei figli venuti dal Cosmo, edificheranno, costruiranno il nuovo mondo, nel quale il male e il peccato mai più esisteranno, perché in perfetta armonia con il Regno dei Cieli. Verranno altri Miei figli dall'Universo, per educare in armonia vibrazionale le vostre menti oggi allucinate.."
Mentre Padre Pio ha scritto:
"...Verranno cose tremende. Io non riesco più a intercedere per gli uomini. La pietà divina sta per finire. L'uomo era stato creato per amare la vita, ed è finito per distruggere la vita...Quando il mondo è stato affidato all'uomo era un giardino. L'uomo lo ha trasformato in un rovaio pieno di veleni. Nulla serve ormai per purificare la casa dell'uomo. È necessaria un'opera profonda, che può venire solo dal cielo… Una meteora cadrà sulla terra e tutto sussulterà. Sarà un disastro, molto peggiore di una guerra. Molte cose saranno cancellate. E questo sarà uno dei segni...”
 
“Il Sole cambierà strada e la Luna si perderà fra i monti, le stelle pioveranno sulla Terra… Montagne invisibili passeranno nel cielo, e quando una di queste si vedrà, mancherà il tempo della preghiera. Sentirete allora il pianto di mille madri, perché mille uomini saranno schiacciati dalla montagna…” Questo è parte di quanto ha detto nelle sue profezie il monaco Basilio, profeta russo vissuto all’epoca di Pietro I° il Grande, a Mosca
 
 
Ultimamente un nuovo tassello profetico si è andato ad aggiungere sulla Time-Line del 2012, si tratta della Profezia di Orione.
Tutto nasce dal libro “The Orion Prophecy”, di Patrick Geryl e Gino Ratinckx, pubblicato in America nel 2001 dove gli autori parlano di un rarissimo allineamento celeste tra Orione ed Aldebaran (la stella più brillante della costellazione del Toro) che dovrebbe avvenire tra quattro anni, e cioè nel 2012. L'ultima volta che questo fenomeno si è verificato è stato nell'anno 9792 avanti Cristo.  Geryl e Ratinckx, precisano che esso avviene in concomitanza con la profezia del settimo Katun contenuto nel codice di Dresda dei Maya.
In definitiva, Osiride, il dio egiziano della morte e dell'oltretomba, che è rappresentato in cielo da Orione, sarebbe il 'segnale' dei cambiamenti epocali nel mondo e lo slittamento dei Poli e la fine Atlantide, i cui figli dispersi avrebbero fondato l'Antico Egitto, sarebbero correlati con l'ultimo allineamento Orione-Aldebaran. E il prossimo allineamento sarebbe dunque foriero di nuovi cambiamenti. 
 
 
Quello che alla fine colpisce di più o consola (!) è il notare che è la letteratura moderna a parlare maggiormente del 2012 come un epoca di sconvolgimenti apocalittici o come fine del mondo. Secondo alcuni autori o scienziati dovrebbero avvenire notevoli variazioni di magnetismo e di rotazione delle Terra che addirittura si fermerebbe per 72 giorni per poi cominciare a girare nel verso opposto. Altri invece hanno previsto in questa data, l’arrivo di Nibiru, il pianeta X, che si schianterà sulla terra. Per altri ancora, sanguinose invasioni aliene.
L’elenco potrebbe continuare…. dopo il 2012, anno così precisamente individuato dai Maya, cosa ci attende?
Che ci attenda una rinascita o la devastazione, l’illuminazione o l’estinzione, l’innalzamento dello spirito o una letale vanità, alla fine saremo solo noi a scrivere l’ultimo capitolo del libro perduto.
 
 
 
 
 
 
Riferimenti: Trasmissione Voyager di R.Giacobbo 
 

19 settembre 2009

IL SEGRETO DI OAK ISLAND

 
L’ISOLA DEL TESORO
 
 
 
 Un bottino da nascondere, una flotta che salpa per le Americhe prima di Cristoforo Colombo, una battaglia vinta grazie ai Templari, una setta segretissima che si riunisce nelle foreste delle Ardenne, un’isola avvolta nella nebbia dove una grande caccia al tesoro, che dura da oltre 200 anni, coinvolge un presidente degli Stati Uniti, attori di Hollywood e vari milionari americani e canadesi. Sembra la sceneggiatura di un film di avventura ed invece è quello che è successo a OAK ISLAND.
 Un isola che a insieme a centinaia di altre formano la Nuova Scozia, provincia del Canada nell’oceano Atlantico.
 
image  Nel 1795 l’isola di Oak era completamente inaccessibile e per questo, forse, era un luogo ideale per nascondere qualcosa. I primi a scavare nell’isola furono tre ragazzi del luogo.
 Era il 1795 quando, per gioco, si misero a caccia di tesori nascosti perché da tempo si diceva che l’isola nascondesse il bottino di qualche pirata. Così, scelto il luogo che secondo loro era più propizio, cominciarono a scavare e dopo pochi metri trovarono delle pietre accuratamente disposte. Tre metri più sotto trovarono dei tronchi di quercia e dopo altri 10 metri un’altra piattaforma fatta di tronchi. A quel punto dovettero fermarsi, un impresa troppo ardua per loro. Ma, la febbre per la ricerca di un qualche tesoro si diffuse rapidamente e il pozzo fu chiamato Money Pit”.
 Molte le persone interessate tra cui l’allora presidente Roosevelt e personaggi famosi come John Wayne e Errol Flynn.  Negli anni, le società che hanno condotto e abbandonati gli scavi nel pozzo di Oak sono state più di dieci, di cui la prima nata nel 1795 e le ultime, la Triton alliance e la Blankenship, che proprio l’anno scorso hanno dichiarato di voler continuare gli scavi. Nel 1802 dando credito alle storie, gli scavi ripresero e a 30 metri di profondità il morale degli uomini andò alle stelle. Si trovarono di fronte a un'enorme lastra di pietra piana, di porfido egizio, materiale reperibile solo in Egitto, con una pietra che recava incisioni indecifrabili.
 Dopo accurati studi sui simboli si pensa che la scritta reciti: “Forty Feet Below Two Million Pounds Are Buried” (quaranta piedi più giù sono sepolti due milioni di sterline).
 
 
 Era ormai notte quando, sondando il terreno sottostante con un piede, sentirono qualcosa di resistente. Si dice che fosse lo scrigno di un possibile tesoro, o un'altra lastra.
I lavoratori, esausti, decisero di rimandare la scoperta al giorno dopo, ma li aspettava una brutta sorpresa. Nel corso della notte l'acqua dell'Atlantico aveva completamente allagato il pozzo, e i tentativi di svuotarlo furono vani, il livello dell'acqua rimaneva costante. Era come se, per svuotare il pozzo, bisognasse svuotare l'intero oceano. Nel corso degli anni sono stati fatti circa centinaia di tentativi, l'ultimo dei quali, datato 1966, ma fu un ennesimo insuccesso.
 
 Si capì, però, che l’acqua che allagava il pozzo proveniva da alcuni canali laterali che sarebbero poi stati scoperti in seguito. Una struttura così complessa fece pensare che davvero quel luogo nascondesse qualcosa e così la sua fama si diffuse anche oltre i confini della Nuova Scozia.
 
 Il fosso è caratterizzato da innumerevoli trappole e barriere disposte ogni metro circa. La costruzione di questo fosso, dimostra che i costruttori erano abili ingegneri e che avevano conoscenze architettoniche avanzate. Il fosso non è ancora stato scoperto del tutto e gli scavi sono a circa 200 m.  Oggi sul posto, le due società lavorano con approcci diversi dal passato  mentre gli studi della Steel Company of Canada ha stabilito che la grande quantità di fibra di cocco non poteva provenire dall’isola (forse dai Caraibi o dalla Florida) e che i pezzi di metalli ritrovati a 30 metri risultano forgiati prima del 1790.
 
 La scoperta più interessante è stata quella che uno dei canali laterali è collegato ad una spiaggia artificiale dalla quale partiva una galleria di 150 metri con un portata di 8000 litri di acqua oceanica al minuto, completa di sistema di filtraggio (tronchi e fibre) che impediva al bacino di ostruirsi anche per secoli. Pertanto tale struttura è sicuramente opera dell’uomo indipendentemente se siano stati Vichinghi, pirati, Spagnoli o i Templari addirittura.
 
 Ma cosa c’entrano i Templari?
 
 E’ noto che nel 1307 Filippo il Bello di Francia si trovò col regno sull’orlo della bancarotta e cercò di ottenere un grosso prestito dall’ordine religioso dei Templari che però gli venne negato. Con strategia e forza militare decise di prenderlo lo stesso. Infatti, grazie ad un processo pilotato istituito nel 1307, fece accusare i cavalieri templari di eresia, arrestandoli in tutto il paese ed estorcendo sotto tortura confessioni per condannarli.
 Le accuse che investirono il Tempio erano infamanti: sodomia, eresia, idolatria. Vennero in particolare accusati di adorare una misteriosa divinità pagana, il Bafometto
Papa Clemente V, di fronte alle confessioni, con la bolla Pastoralis præminentiæ ordinò a sua volta l'arresto dei templari in tutta la cristianità.
 
 
Il processo durò 7 anni terminando con l’uccisione al rogo dell’ultimo Gran Maestro Jacques de Molay e Filippo il Bello distrusse il sistema bancario dei templari, e, benché una bolla papale avesse trasferito tutti gli averi dei Tempari agli Ospitalieri, riuscì ad addurre a sé parte del tesoro. Ma si dice che già prima del 1314 alcuni Templari, consci della situazione, fuggirono dalla Francia svuotando i loro forzieri.
 Con alcune navi salparono dal porto di La Rocchelle e mentre alcuni andarono in Portogallo, cambiando il none del loro ordine in “Ordine dei Cavalieri di Cristo” venendo ben accolti, altri fecero rotta verso la Scozia. Posto ideale perché in quegli anni la Scozia era in guerra con gli inglesi il cui re Edoardo II era stato scomunicato dal papa e si dice che all’ultima battaglia gli scozzesi ebbero la meglio proprio grazie all'aiuto della cavalleria templare. In Scozia oltre a molte famiglie nobili soprattutto i Sinclair aiutarono i rifugiati e misero a loro disposizione la cappella di Rosslyn e le grotte circostanti, dove si pensa che i Templari nascosero il tesoro e le loro armi.
 
 
 Probabilmente, verso la metà del 1400 tale nascondiglio non dovette essere più sicuro e con l’aiuto della nobile famiglia Sinclair si misero in cerca di un nuovo posto più lontano e poco raggiungibile. Nell’anno 1398 dodici navi con a capo Herry Sinclair, signore delle Orcadi e Cavaliere del Tempio partirono verso rotte sconosciute (note ai Vichinghi) verso la Groenlandia per approdare molti giorni più tardi in quella terra che ricerche e studi moderni, identificano nella Nova Scotia. Tale viaggio, avvenuto cento anni prima di quello di Cristoforo Colombo, è raccontato e documentato in un diario dell’allora noto navigatore Nicolò Zeno che partecipò al viaggio insieme al fratello Antonio. Il resto è leggenda e si suppone che sull’isola il pozzo possa essere stato il nascondiglio cercato, d’altronde Sinclair e Templari avevano i mezzi e le capacità per farlo. 
 
Il mistero rimane! 
 
 

24 maggio 2009

GRAFOLOGIA

  
Scrittura e personalità
 
 
 
Fra tutti i diversi metodi per conoscere la propria personalità, la grafologia, ovvero l'analisi della scrittura a mano (grafia), sembra quello che faccia più effetto.
Il fatto che la grafia varia da un individuo all'altro, perfino nei gemelli, così come la propria firma, leggibile o illeggibile che sia, suggerisce che i stili di scrittura siano in qualche modo legati alla nostra personalità.
La grafologia è ritenuta dalla comunità scientifica una pseudoscienza, così come l'astrologia o la lettura del palmo della mano. Ci sono stati numerosi studi che hanno tentato di dimostrare la sua precisione, ma la maggior parte sono stati infruttuosi. Ci sono alcuni punti su cui non si è d'accordi come ad esempio una coda alla fine della firma che simboleggerebbe una richiesta di attenzione o  la difficoltà di interpretare la firma di chi ha un lungo e complicato cognome. Inoltre la scrittura può essere influenzata da fattori esterni, come ad esempio scrivere quando si ha fretta.
Come ogni altro metodo di analisi della personalità è solo un modo divertente per farlo nella speranza ci aiuti a capire meglio chi siamo.
Comunque, essendo la scrittura a mano qualcosa che appartiene solo a noi stessi, il suo studio può offrire qualche spunto per la comprensione della nostra personalità.
Dopo alcune ricerche, è facile trovare alcuni principi di grafologia che sono più semplici da analizzare per noi che non siamo esperti della materia.
 
Foglio di carta e penna
Per fare questo test attraverso la grafologia occorre solo una penna ed un foglio di carta (senza righe) e scrivere almeno qualche riga a mano libera, naturalmente come si è sempre fatto. Se invece già si è in possesso di qualcosa scritto precedentemente, allora il primo passo è fatto. Lo studio della grafia riguarda qualsiasi dettaglio come lo spazio tra le lettere, la loro grandezza o la pressione usata per scrivere ed ognuno di queste caratteristiche implica qualcosa di diverso in merito alla personalità dello scrittore.
 
La pressione
Grazie alla pressione, o tratto, il grafologo capisce se la vita affettiva, psichica del soggetto è arida o ricca, sana o difficile. Osserva soprattutto la qualità, la leggerezza, la nettezza dei bordi e la tensione.
Quando la traccia lasciata sul foglio, e quindi la pressione è pressoché nulla, avremo la Scrittura filiforme.
La mano di chi ha filiforme scorre leggera sul foglio, senza inciderlo. Chi ha questo segno, ha una sensibilità sviluppata e sa cogliere anche gli stimoli più sottili dal mondo che lo circonda. Ha una bassa soglia di ricettività, così come una limitata capacità di concentrazione. Per evitare inutili affaticamenti, il filiforme ha bisogno di frequenti soste.
Quando la Pressione è forte, si ha un soggetto dotato di una forte carica di energia che investe all’esterno in maniera concreta. Ha bisogno di confrontarsi con l’ambiente e affronta gli ostacoli che gli si presentano per dominare l’ambiente che lo circonda. Dotato di una alta soglia di resistenza alla fatica, ha anche alta la soglia di sensibilità  che non gli consente di cogliere le sfumature e gli stati d’animo di chi lo circonda.
La Pressione media è invece tipica di colui che sa interagire con l’altro senza sforzi eccessivi. Il bagaglio energetico di cui dispone gli permette di evitare lo stress. Sa cogliere, e non resta insensibile alle sollecitazioni ed alle richieste dell’ambiente.
 
 
La forma
Il grafologo indagherà sulla spontaneità della scrittura: lo scrivente può voler affermare i propri valori individuali o può allinearsi a stereotipi generalmente diffusi per uniformarsi a valori convenzionali. L'esperto deve considerare il rapporto fra l'avere e l'essere, l'apparire e il sentire.
 
La continuità
Il grafologo valuta le interruzioni nel flusso di scrittura, che possono attestare una maggiore o minore socievolezza, indipendenza, razionalità, intuitività.
 
La direzione
L'esperto analizza dove punti la scrittura: se in alto può significare uno stato di entusiasmo, se in basso ne può indicare uno di prostrazione; la scrittura sinistrogira manifesta egoismo, mentre quella destrogira significa partecipazione generosa.
 
La velocità
Non è facile stabilire la velocità della scrittura anche se un tracciato stretto, una pressione esagerata, una punteggiatura esatta la rallentano.
 
L'impostazione
L'esperto verifica la disposizione della scrittura nel foglio: se la scrittura è chiara e leggibile dimostra una certa sicurezza dello scrivente, altrimenti può significare una sorta di anarchia o di pigrizia.
 
Il movimento
Lo specialista vaglia se la personalità è pronta a prendere iniziative personali oppure no, se è dinamica o abitudinaria.
 
La firma
Il grafologo controlla se la firma mostra segni di diversità dal resto della scrittura, nel caso affermativo emerge una conflittualità; è importante la posizione della firma, se in alto, al centro, a sinistra e così via; significativa è anche la distanza dal testo.
 
Spaziatura
Ci sono due cose da considerare: lo spazio tra le parole e lo spazio tra le frasi.
 
Spaziatura tra le lettere
 
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In base alla grafologia, questo valore rappresenta il livello di comfort, e quindi indica la socialità. Avendo poco spazio tra le lettere, come nella foto, suggerisce che si tratta di una persona che ha problemi di socializzazione e preferisce stare da solo. Ha quindi un Io egocentrico che tende ad attribuire un peso eccessivo alle proprie ragioni e non valuta in maniera appropriata quelle altrui. Il segno indica una forma di chiusura verso l’esterno che può causare pessimismo e paura dei cambiamenti.
Molto spazio, al contrario, indica che desidera i contatti sociali.  In questo caso si tende a concedere agli altri uno spazio eccessivo, tale per cui si assumono comportamenti troppo indulgenti verso gli altri anche a scapito di sé stessi. E’ comunque un segno di apertura e di fiducia verso il mondo. Gioviale ed ottimista ha la tendenza a valutare soprattutto gli elementi positivi rispetto a quelli negativi.
Quelli, invece, con una spaziatura media sono più equilibrati sotto questo profilo e si pongono nel mezzo. In questo caso l’Io rende il soggetto dotato di senso di giustizia. Capace di rapportarsi con l’ambiente che lo circonda, ha capacità di autocritica e i rapporti interpersonali sono improntati su realismo e obiettività.
 
Spaziatura tra parole
Possiamo definire il Largo tra parole come la capacità critica e di elaborazione, ossia la capacità di ragionamento, dello scrivente.
Se lo spazio lasciato tra una parola ed un’altra è quasi inesistente ovvero non c'è quasi nessuno spazio che le separi, i vostri pensieri possono essere un po’ caotici e confusi. Lo scrivente è carente di senso critico, immediato ed impulsivo nelle risposte e nei comportamenti, in quanto manca della riflessione adeguata. La capacità critica lascia il posto all’intuito e i giudizi non sono quindi obiettivi. A causa del ragionamento insufficiente, la personalità può risultare superficiale.
Al contrario, i grandi spazi sono associati con una forte percezione e meticolosità. L’ipercritico diventa insicuro, in quanto riflette troppo prima di formulare un giudizio. Il pensiero perde di agilità e spesso conclude in maniera pessimistica. È eccessivamente controllato anche negli affetti.
Spazi medi rappresentano un punto di equilibrio tra le due personalità.
 
Inclinazione dello scritto
Una delle ragioni perché si deve usare carta senza righe per il test è quello di scrivere naturalmente senza essere da esse influenzate. Questo permette, poi, di analizzare la direzione dello scritto e vedere se rimane costante mettendo in luce la nostra emotività.
Diritto
Chi scrive esattamente in linea retta (dritto) è in genere un soggetto rigido e metodico, al punto che, consapevole di essere molto emotivo, si auto-disciplina. Linee molto dritte indicano una persona che ha auto-controllo, riuscendo a praticare con successo una varietà di mestieri.
Crescente / Decrescente
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Quando la direzione dello scritto va verso l’alto, come se si scrivesse da sinistra a destra (come avviene nella foto), i grafologi dicono che si ha un atteggiamento positivo, e generalmente si è entusiasti e determinati. Se tende verso il basso, indica depressione, letargia o umore mutevole.
Molto Ondulato
Quando l’andamento sembra segua il profilo delle montagne russe, potrebbe significare che lo scrittore è emotivamente instabile. Tuttavia una lieve onda di base è comune e, in generale, indica un bilanciato equilibrio emotivo.
 
Inclinazione dei caratteri
L’inclinazione delle lettere verso destra o sinistra, oppure se abbastanza verticale, indica la reazione alle situazioni emotive.
Inclinazione a sinistra
Se la vostra scrittura inclina verso la sinistra, è possibile che avete problemi ad esprimere voi stessi e non restate indifferenti e lontano da coloro che vi circondano.
Mancanza di inclinazione (Verticale)
La mancanza di inclinazione suggerisce che siete guidati dalla logica più che dalle emozioni e che c'è un giusto equilibrio tra i due.
Inclinazione a destra
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Trattasi di persone che seguono il loro cuore e sono di solito più empatiche e premurose.
 
Grandezza della scrittura
Secondo i grafologi, la grandezza dei caratteri (CALIBRO) rappresenta la capacità di concentrazione. Il grafologo nota la grandezza poiché può essere proporzionata alle aspettative del soggetto, inoltre verifica la dimensione perché è relazionata anche all'autostima, infine controlla l'ineguaglianza della dimensione perché indica instabilità dei sentimenti.
Per i grafologi il rapporto tra la larghezza e la lunghezza delle singole lettere ha un suo significato. Nel caso di ridotta dimensione orizzontale indica uno scambio ridotto verso l’esterno, e quindi una apertura mentale ridotta dal mancato rapporto (la dimensione orizzontale è infatti quella che favorisce lo scambio con gli altri). Il comportamento è basato su una forma di precauzione e diffidenza verso l’esterno. Tanto più aumenta la grandezza orizzontale, e quando questo supera la media, i processi mentali risultano rallentati, la realtà viene percepita in modo personalizzato. L’adattamento risulta passivo con mancanza di mordente nell’affrontare la realtà.
Carattere Piccolo
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Questo tipo di scrittura, (come mostrato nell’esempio), spesso appartiene a chi ha un elevato livello di concentrazione e una superiore attenzione ai dettagli. Da il meglio si sé quando gli viene dato un compito a tempo da affrontare da solo. Il Calibro Piccolo, altezza media delle lettere inferiore ai 2 mm, indica un senso modesto dell’Io. Chi scrive in questo modo tende ad avere un atteggiamento dubbioso, che implica la verifica dei dati. E’ dotato di pensiero essenziale, attento ai particolari. Affettivamente ha difficoltà a manifestare i propri sentimenti.
Carattere Medio
Coloro che fanno uso di caratteri di medie dimensioni riescono a concentrarsi abbastanza ma non tanto da catture i dettagli più minuti. Il Calibro Medio, tra i 2 e i 3 mm, è indice di valutazione di sé adeguata. Si confronta con gli altri in maniera costruttiva.
Stabile intellettivamente, ha una visione realistica delle cose.
Carattere Grande
Grande grafia indica un rapido movimento della mente che ha difficoltà a concentrarsi su una cosa troppo a lungo (volubilità), preferendo una varietà di compiti e responsabilità. Chi ha un Calibro Sopra Media, oltre i 3 mm, ha un senso eccessivo dell’Io e tende a sopravvalutarsi.
 
La curvatura
Possiamo definire la “Curva” come quella scrittura che procede senza inciampi e con tratteggio rotondo. In presenza di angoli, ci spingiamo quindi verso una grafia “Angolosa”.
Curvata
Colui che scrivendo procede senza mutamenti di direzione repentini, in modo morbido e rotondo, va verso gli altri in modo accomodante, allo stesso modo in cui la penna scivola senza resistenza sul foglio. Infatti il foglio su cui scriviamo rappresenta l’ambiente in cui ci muoviamo.
La scrittura Curva quindi, indica apertura e ricettività verso l’ambiente e verso coloro che ci circondano. Duttilità e buona socializzazione sono qualità che contraddistinguono questo segno grafologico.
Bisogna fare attenzione però che il grado “Curva” (si misura con appositi grafometri”) non sia eccessivo. In questo caso l’apertura diventa adeguamento passivo.
Angolosa
Nella scrittura Angolosa il movimento scrittorio procede con spigolosità. La personalità di chi scrive in questo modo tende ad auto-proteggersi dall’esterno. Alle azioni reagisce con una buona dose di reattività adottando misure difensive.
Difficilmente dimentica un torto subito.
 
La Firma
Le persone che studiano la scrittura affermano che le nostre firme dimostrano come vogliamo essere visti dagli altri.
Sono indicative della nostra pubblico identità, ma non necessariamente del nostro vero “io”.
Per meglio capire come la firma riguarda ciò, occorre confrontarla col testo normale, come il corpo di una lettera da noi scritta.
Firma Leggibile / illeggibile
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Questo riferisce alla comunicazione, in particolare quando la firma segue concludendo uno scritto. Se la firma è leggibile, la persona si sente a proprio agio con ciò che ha espresso e vuole associarsi ad esso; una firma illeggibile implica il contrario.
Se il testo e la firma sono completamente diversi (il testo è leggibile e la firma no, o viceversa) significa che l'individuo adotta un personaggio pubblico che è diverso da quello privato. Una firma illeggibile, come quello nella foto, indica che la persona non vuole essere pubblicamente riconosciuta. E secondo la psicologia moderna, se una parte della firma è sovrascritta (attraversato da lettere o linee), potrebbe essere un segno che la persona teme il giudizio negativo ed è insicura.
 
Elaborazione della firma
Una firma molto elaborata con un sacco di ghirigori o di sottolineature potrebbe appartenere a qualcuno che ama mostrarsi e sogna i “riflettori”. Alcuni dicono che una lunga linea o volta alla fine di una firma è un altro segno di una persona che vuole farsi notare, soprattutto se si eleva al di sopra della firma. Se la firma è piccola o è quasi indistinguibile dal resto dello scritto, significa che il soggetto è timido e modesto.
 
Spaziatura nella firma
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Più è grande lo spazio che si trova tra il nome e cognome (o tra le iniziali), più la persona cerca di rimuovere la sua (familiare) identità per restare anonimo. L'ampio spazio tra nome e cognome indica una tensione e la separazione tra i due, ovvero tra la familiarità e l’individualità.
 
 
 
 
 
 
Riferimenti:
Libera traduzione dell’articolo di: Vicki Santillano, April 2009; http://www.barlassina.it/grafologia/home.htm; http://it.wikipedia.org/wiki/Grafologia. 
 
 
 


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5 maggio 2009

PHORUSRHACIDAE

 
GLI UCCELLI DEL TERRORE
 

 
Tutti noi siamo abituati a vedere i polli come selvaggina e animali tra i più miti e indifesi, eppure non era così nel Cenozoico.
Infatti, in quel periodo esisteva una specie particolare di uccelli di grandissimi dimensioni e anche volendo, difficilmente saremmo riusciti a farli al forno, anche perché l’uomo non era ancora comparso.
 
I forusracidi (Phorusrhacidae), noti volgarmente come "Uccelli del terrore" ("terror birds") per la loro efficienza nella caccia, sono una famiglia estinta di grandi uccelli carnivori non volatori, diventati i predatori dominanti in America meridionale nel corso del Cenozoico, tra 62 e 2 milioni di anni fa assieme ai mammiferi marsupiali ed ai coccodrilli, dopo l'estinzione dei dinosauri.
Dopo l'emersione del canale di Panama, dal Nord America calarono i canidi e i felidi che entrando in competizione con i forusracidi, portarono all'estinzione gli "uccelli del terrore". I parenti attuali più prossimi sono i seriema del Sudamerica. 

 Oltre alle forme sudamericane come Phorusrachos e Andalgalornis, è nota anche una specie diffusa in America settentrionale, Titanis welleri, per dimensioni una delle più grosse, che era presente in Texas e Florida.
 
L'altezza di questi uccelli variava dal metro ai tre metri. Una specie recentemente scoperta, Kelenken guillermoi risalente al Miocene medio (15 milioni di anni fa), scoperto nel sud della Patagonia nel 2006, rappresenta il più grande cranio di volatile mai scoperto. Alto quanto un autobus ed una lunghezza di 71 cm, aveva un becco di 46 cm ricurvo come il rostro di un'Aquila per un peso di circa 180 Kg!.
Si pensa che fosse facilmente in grado di cacciare mammiferi di taglia media. Molte delle specie descritte come Phorusrhacidae erano più piccole, tra 0,6 e 0,9 metri di altezza, ma il nuovo fossile appartiene ad un uccello che probabilmente raggiungeva i tre metri di altezza.
Anche se non vi è sicurezza, si crede che i più grandi uccelli del terrore fossero estremamente agili e abili corridori, in grado di raggiungere velocità di 48 km/h.
Le ali di questi terrificanti animali si erano evolute, almeno in alcune specie, in strutture simili a ganci da macellaio, che potevano essere utilizzati come vere e proprie braccia per afferrare e abbattere le prede.
 

 
 
 
 
 
 
 
riferimenti: <http://en.wikipedia.org>
 

14 gennaio 2009

FANTASMI DEL MARE

 
MARY CELESTE
 
 
 
Era il 13 dicembre 1872 quando nelle acque tra il Portogallo e l’arcipelago delle Isole Azzorre venne avvistato un brigantino, una imbarcazione d’altri tempi, con le veli spiegate e in perfetto stato, ma a bordo non c’era traccia dell’equipaggio. Era la canadese “Mary Celeste” la cui misteriosa apparizione rimane un mistero ancora oggi.
 
Da quando l’uomo ha osato sfidare gli oceani, le apparizioni spettrali, fantasmi o mostri degli abissi echeggiano attraverso i mari. Qualsiasi nave non ha difesa contro la potenza degli oceani.
Prima dell’era dei satelliti meteo e dei GPS i marinai ricorrevano ai miti e alle leggende per spiegare ciò che non poteva essere spiegato.
Omero nell’Odissea ci narra di Cariddi, un mostruoso e vorace vortice che inghiottiva intere navi e di Scilla, una bizzarra creatura che attirava i marinai verso la morte.
 
Le prime mappe recavano la scritta “infestate dai draghi” sui mari inesplorati e le leggende su tali mostri si sono succedute fino al XIX secolo. L’oceano è per noi un luogo pieno di misteri in quanto conosciamo meglio lo spazio che il fondo del mare. I marinai sulle navi vivevano nel terrore perché molti non sapevano nuotare e dal mare vedevano emergere creature di ogni genere all’epoca sconosciute: elefanti marini, che scambiavano per sirene o calamari giganti che ritenevano mostri marini. Era più l’impatto emotivo a spaventarli di quanto in realtà avessero visto.
Per neutralizzare i pericoli del mare i marinai si affidavano a superstizioni senza tempo. Regole da applicare ai vivi e ai morti; regole che valgono ancora oggi.
Alcuni ritengono che le navi fantasma siano governate dalle anime dei marinai defunti, altri che una nave abbandonata solchi le acque alla ricerca del suo equipaggio smarrito. Alcune volte il ritrovamento di una nave alla deriva è dovuto al fatto che l’equipaggio è stato indotto ad abbandonarla ritenendo che c’era un grave problema meccanico oppure, nel caso di imbarcazioni più piccole, che esse siano state colpite da qualche onda anomala, trasformando le imbarcazioni in navi fantasma. Ma a volte non è facile capire il motivo per cui la nave è vuota come è il caso della Mary Celeste.
 
Nel 1872 il brigantino Dei Gratia” navigava a qualche centinaia di miglia dalla costa dello stretto di Gibilterra quando il comandante individuò un altro brigantino a circa 5 miglia di distanza. Avvicinatisi e saleti a bordo, trovarono uno scenario da brivido: alcune tele lacerate, timone che girava da solo, bussola rotta, acqua nella stiva, la scialuppa mancante ed una mappa con una traiettoria per le Azzorre. Nessuna traccia dell’equipaggio mentre il carico, diverse centinaia di litri di alcolici, era intatto, tranne pochi barili trovati vuoti. Gli impermeabili e tutti gli altri effetti personali degli uomini erano stranamente al loro posto. La leggenda tramandata nel corso degli anni vuole che nella cucina di bordo, apparecchiati sul tavolo, vi fossero dei pasti con del tè ancora caldo. L’equipaggio della Dei Gratia condusse la Mary Celeste nel porto più vicino di Gibilterra dove le voci di una nave fantasma si diffusero a velocità del vento.
 
Il comandante Benjamin Briggs (foto a lato), sua moglie e la loro figlioletta, più i sette marinai del brigantino, non furono mai ritrovati. Quando in mare si ritrova una nave senza equipaggio è possibile fare qualsiasi ipotesi, più o meno fantasiose e ciò vale anche per la Mary Celeste. Essa era salpata il 7 novembre 1872 dopo aver imbarcato un carico di alcool industriale per conto della Meissner Ackermann & Coin da Staten Island (New York) ed era diretta a Genova. Il comandante della Day Grace fece domanda per avere la ricompensa per aver riportato il brigantino col suo carico, ma le autorità si insospettirono. Il procuratore generale di Gibilterra si rese conto che c’era sotto qualcosa perché il brigantino era in condizioni troppo buone e sospettò che l’equipaggio di entrambe le navi fosse in combutta per spartirsi il denaro della ricompensa. Nell’udienza, però, gli investigatori dell’assicurazione non trovarono alcuna prova di frode. La stampa seguiva le udienze ogni giorno fornendo dettagli sempre più inquietanti come la lama di un coltello insanguinato che gli investigatori dissero di aver trovato nella cabina del comandante scomparso. Il procuratore pensò che fosse stato messo lì ad arte ed infuriarono le supposizioni su chi lo avesse fatto.
 
Si trattava forse di ammutinamento?
 
Quando la fama della Mary Celeste raggiungeva il suo culmine, la rivista britannica “Cornhill Magazine” pubblicò un articolo (gennaio 1884) con le dichiarazioni di un certo “Habakur Jephson” che sembrava una confessione. Egli sosteneva di essere stato un passeggero della Mary Celeste e che il viaggio era iniziato sotto pessimi auspici perché un passeggero sinistro aveva minacciato l’equipaggio e la famiglia di Briggs per poi sterminarli tutti. La sua dichiarazione suscitò scalpore anche se forniva una risposta al mistero. Comunque vero o falso che fosse, la nave aveva già una fama funesta. Infatti dopo la sua costruzione (1860) ci furono molte difficoltà per farla entrare in acqua e durante il primo viaggio il suo primo comandante si ammalò gravemente. La maledizione sembrava essere continuata anche col successivo comandante Briggs i cui parenti prossimi perirono tutti di morte prematura in mare. Si dice che alcuni marinai rifiutassero qualsiasi lavoro anche se ben pagati a causa della maledizione.
Ma maledetta o no, qualcosa a bordo era accaduto: pirateria, ammutinamento o tromba d'aria, il mistero è rimasto.
 
Ma questa non è l’unica nave fantasma della storia e vi sono casi simili in cui è impossibile dare una risposta logica. Un altro esempio di questo tipo di navi fantasma è il mercantile americano “MV Joyita, ritrovato nel Pacifico nel 1955. Dei 16 membri dell'equipaggio e dei 9 passeggeri non fu mai ritrovata traccia.
Nel 2006 il “Jian Seng fu ritrovato vicino alla costa dell’ Australia, senza che si sapesse molto della sua origine e delle ragioni per le quali si trovava lì. Ad agosto, il “Bel Amica fu scoperto al largo della Sardegna; gli uomini della guardia costiera ritrovarono cibo, artefatti egizi, mappe francesi del mare del Nord Africa ed una bandiera del Lussemburgo. Il tipo di goletta, somigliante a quelle in uso nel XIX secolo non è mai stato registrato né con il nome di Bel Amica, né con altri. Per la sua storia e apparizione, la nave è stata paragonata alla Mary Celeste.
 
Nessuno degli uomini scomparsi dalla Mary Celeste fu mai ritrovato, né si seppe mai cosa accadde loro sebbene nel 1873 furono segnalate due scialuppe di salvataggio nell'entroterra spagnolo, una avente una bandiera americana a bordo, l'altra contenente cinque corpi. Tuttavia questi corpi non sono mai stati identificati. Resta il fatto che migliaia di persone hanno perso la vita in disastri in mare e si dice che il destino di quelle anime smarrite non trovi mai pace. I fantasmi del mare sembrano esserci ancora oggi come nel caso della prestigiosa “Queen Mary”, ancorata nel porto di Long Beach e meta di turisti, i cui fantasmi sono diventati celebri. Ma questa è giusto un’altra storia da riservare per un eventuale prossimo post……..

 
Riferimenti:Trasmissione Yoyager Rai 2
 


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1 gennaio 2009

ESPERIENZE ALIENE

 

IL CASO DEI CONIUGI VIDAL

Il 3 maggio 1968 i coniugi Vidal (il dottor Gerardo Vidal e sua moglie, la signora Raffo de Vidal) stavano rientrando dopo da una cena a casa di amici insieme ai coniugi Rapallini, che erano già partiti prima di loro per dirigersi alla città di Maipù (vicino Buenos Aires). Erano quasi arrivati quando una fitta nebbia avvolse la strada e la loro auto. I due caddero, stranamente, in uno stato di incoscienza e non si resero conto di cosa stesse accadendo. Quando si ripresero, si resero conto di trovarsi su una strada sconosciuta. Rimasero poi sbigottiti quando, fermatisi per chiedere a dei passanti dove si trovassero, seppero di essere in Messico ad oltre 6.000 km. lontani da dove dovevano essere! I loro orologi si erano fermati sull’ora di inizio viaggio mentre, invece, erano già passate circa 48 ore; erano incolumi sebbene la vernice dell'auto era completamente bruciacchiata. La stampa e le TV locali diedero ampio risalto all’accaduto anche se i coniugi Vidal risultarono irrintracciabili e non concessero mai alcuna intervista in proposito, anzi, la notizia fu smentita dai coniugi Rapallini.

Sta di fatto però, che alcuni parenti dei Vidal (anche parenti dei Rapallini) avrebbero confermato la storia ad alcuni amici intimi Si parlò di rapimento alieno e di teletrasporto e, a quanto pare, l'unico testimone indiretto dell'accaduto sarebbe stato un giovane, presunto parente dei Vidal, che venne intervistato nel talk show "Sabados circulares de Mancera", uno dei programmi televisivi più popolari di quel tempo. La notizia corse in tutto il paese, ed in breve spuntarono altre persone che asserivano di aver conosciuto i Vidal.

L’auto su cui i due avevano viaggiato, una Peugeot 403 bianca, fu inviata negli Stati Uniti per accertamenti e secondo gli ufologi che scrissero del caso, c'era stato l’intervento dei servizi segreti statunitensi e si ipotizzò che il silenzio dei Rapallini e la stessa irreperibilità dei Vidal fosse stata intimata proprio da questi e che anche il console argentino, Rafael Lopez Pellegrini, sarebbe stato obbligato a non fare parola del fatto in modo da poter dar tempo alle autorità di effettuare un'inchiesta. Di tutto è stato scritto circa l'assenza dei testimoni Vidal mentre, un’ulteriore indiscrezione pervenuta alla rivista "Flying Saucer Review" affermava che la signora Vidal sarebbe morta di leucemia all' inizio del 1969, cioè pochi mesi dopo quella sconcertante avventura.
Dopo poco tempo il caso Vidal cadde nel dimenticatoi e per anni non se ne seppe più niente. Molti hanno tentato di fare ricerche per approfondire il caso e solo pochi anni fa, dalle risultanze di alcuni investigatori, risulterebbe che il tutto non fu altro che la propaganda di un film argentino poco conosciuto: "Che Ovni" (UFO), creata dal regista Annibal Uset, con la complicità di un giornalista. Il film racconta, infatti, di un rapimento alieno dove il protagonista insieme ad un’affascinante autostoppista, mentre viaggiano su una Peugeot 403 bianca, vengono rapiti da un Ufo per riappare dal nulla a Parigi dove, nel prosieguo della storia, lui diventa un famoso cantante e ballerino di tango.

Lo stesso Uset avrebbe confessato affermando che anche il nome "Vidal" era inventato e che il redattore del primo articolo di giornale sul caso lo avrebbe ideato ispirandosi ad una località vicino a Maipù denominata "Coronel Vidal".

 


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28 novembre 2008

EVOLUZIONE E RADIAZIONI

 
 
LA COSTELLAZIONE DEL CIGNO
 
 
La costellazione del Cigno
 
 
Col suo libro “The Cygnus Mistery” del 2007, lo scrittore e ricercatore Andrew Collins ha avanzato delle ipotesi su quale sia l’anello mancante nell’evoluzione umana che è sempre stato e rimane uno dei più grandi misteri della vita sulla Terra.
Nel suo libro, il ricercatore prende in considerazione le informazioni ricavate dagli studi archeologici e quelle di antiche credenze tutte legate al simbolo del Cigno, ovvero alla omonima costellazione settentrionale del cielo notturno la cui stella più luminosa - nel 17.000 a.C. - era considerata la Stella Polare (trovandosi sopra il Polo Nord definiva il polo nord celeste e considerato che sembrava ferma nel cielo, mentre tutte le altre stelle sembrano ruotarle attorno, diventava un ottimo punto di riferimento). Nel frattempo gli studi della NASA hanno dimostrato che i raggi cosmici provenienti da tale costellazione sono quelli con l’energia più elevata che abbiano mai raggiunto la Terra. Tale scoperta, sommata ai più recenti sviluppi sulla genetica evolutiva, conformerebbero quanto sostenuto da Collins. La sua teoria parte dall’allineamento (citato da molti archeoastronomi) di parecchi siti archeologici - di cui alcuni antichissimi - con la costellazione del Cigno. L’excursus di Collins parte dal sito di “Gobekli Tepe” in Turchia – considerato il più antico complesso templare del mondo – e prosegue con i siti di “Newgrange” e “Avebury” in Gran Bretagna, poi con “La Venta” e “Cuzco” in sud America; con i complessi di tumuli e terrapieni di Newark nel nord America, con alcuni siti megalitici del Mediterraneo per finire con alcune strutture rupestri trovate in profonde caverne in Europa e che rappresenterebbero proprio la costellazione del Cigno. Secondo Collins il motivo per cui il Cigno fosse così importante per gli antichi sarebbe da ricercare nel fatto che la sua stella più luminosa, “Deneb”, fosse considerata la Stella Polare. Inoltre tale costellazione divide in due la via Lattea creando una scura e torbida fessura (Great Rift) che per molte popolazioni e religioni rappresentava un elemento fondamentale nella nascita e nella morte dell’essere umano. Per i nativi Americani, per esempio, il Cigno rappresentava il varco tra il mondo terreno e quello celeste. Una simile ideologia era presente anche in India, Cina e nell’antico Egitto. Studi condotti dall’ingegnere inglese Rodney Hale sull’orientamento delle tre piramidi di Giza - in considerazione di come era il cielo nel 2450. a.C. data di costruzione delle piramidi- porterebbero a ritenere che esse siano orientate con le stelle del Cigno (Delta, Albireo, Deneb, Sadr e Glenah).
 
 
Collins aggiunge che la stessa Giza sembra essere stata costruita per riflettere il sorgere del Cigno. Inoltre, il Cigno è riprodotto sulla famosa pietra zodiacale di Dendera in Egitto mentre la dea egizia Nut – a cui era dovuta la nascita del dio sole Horus – personificava la Great Rift. In qualche modo gli antichi sembravano sapere che qualcosa proveniente da quella costellazione avesse un effetto diretto su di loro. Pertanto secondo Collins vi è una corrispondenza sorprendente tra il culto del Cigno e l’evoluzione umana.
 
Pietra zodiacale di Dendera
 
D'altronde già l’astronomo Carl Sagan aveva dichiarato che i raggi cosmici potrebbero aver dato il via all’evoluzione della vita (a livello cellulare).
Nel 1973 la NASA si concentrò sulle attività di Cygnus X-3, una stella invisibile posta al centro della costellazione del Cigno, che dal 1972 era stata la fonte di una potente esplosione di raggi X. Negli anni seguenti, con l’uso sofisticato di acceleratori di particelle, fu confermata questa attività anomala di raggi cosmici provenienti da Cigno che, nonostante la lontananza, arrivano sulla terra a velocità prossima a quella della luce e con una potenza (dei neutroni poi soprannominati Cygnet) tale da penetrare nella roccia terrestre. Ma la prova più sorprendente che confermerebbe la teoria di Collins viene dallo studio dei materiali prelevati dai ghiacciai in Groenlandia. Il carotaggio profondo del ghiaccio effettuato per identificare le condizioni del pianeta fino a 200 mila anni fa - tramite la misurazione dei livelli di Berillio-10 – ha messo in grado gli scienziati di stabilire anche i livelli di radiazioni e quindi l’attività dei raggi cosmici nel corso dei secoli. I picchi più importanti risalgono rispettivamente a 190.000, 140.000, 60.000, 40.000, 17.000, 13.000 e 5.000 anni fa. Il periodo di tempo che ha interessato l’evoluzione dell’uomo sulla terra va dai 200.000 ai 90.000 anni fa, quasi in corrispondenza dei picchi delle radiazioni cosmiche. Inoltre, circa 40.000 anni fa - si stima - sarebbe comparsa la prima arte rupestre poi fiorita ulteriormente insieme ad una maggiore evoluzione dell’uomo intorno a 170.000 anni fa. A 13.000 anni fa risalgono i primi siti templari ed abitativi mentre risalirebbe a 5.000 anni fa il periodo storico caratterizzato dallo sviluppo delle prime civiltà.
                Parte di sequenza di DNA     
 
Volendo andare più indietro nel tempo e per meglio comprendere l’evoluzione umana occorre parlare di cellule, di riproduzione e di DNA (i mattoni con i quali ogni cellula trasmette il proprio contenuto genetico alle altre cellule durante la riproduzione). E’ noto che nell’arco dei millenni tale DNA ha subito numerose trasformazioni che hanno poi portato all’attuale essere umano e che tali “mutazioni” avvengono sia spontaneamente, per adattamenti evolutivi, e sia per cause esterne come lo possono essere le radiazioni. Insieme al famoso progetto “Genoma umano” col quale è stato mappato l’intera sequenza del DNA umano, i genetisti hanno identificato il primo gene evolutivo, ovvero la prima mutazione occorsa alle cellule e verificatasi tra i 100.000 e 10.000 anni fa. La storia umana è di fatto segnata da una serie di inizi e di fini improvvise. Le mutazioni che riguardano, per esempio, solo un piccolo numero di soggetti, portava inesorabilmente alla loro estinzione. Grazie a Collins oggi è evidente che i raggi cosmici che colpiscono la Terra e specialmente quelli provenienti da Cigno, hanno una corrispondenza con i balzi nell’evoluzione della vita sulla Terra. Se quella di Collins rimane solo un ipotesi, diviene una brillante e sorprendente rivelazione, mentre se risulta corretta diventa allora la risposta ad una dei più grandi interrogativi che l’uomo si è mai posto.
 
Leonardo Da Vinci - “Leda e il Cigno” -

 
 
rif.: Focus storia 09/2007

18 luglio 2008

MISTERI DELLA STORIA

 
BIBBIA: IPOTESI
 

Studiosi, psicologi  e appassionati di misteri hanno spesso fatto ipotesi diverse su alcuni fatti presenti nella Bibbia. Faccio riferimento a personaggi, circostanze e cose che sono coperti da un velo di mistero e che ad oggi non hanno ancora trovato una univoca e certa spiegazione.
La Torre di Babele, per esempio, di cui non si è ancora sicuri sul vero motivo della sua costruzione e che rappresenta, di certo, la costruzione più imponente (lo Ziggurat mesopotamico) realizzata a quei tempi dagli uomini. In sumerico la torre era chiamata "Etemenanki" che significa "il luogo dove la terra si unisce la cielo" ed è stata vista e descritta da Erodoto da Alicarnasso durante il 460 a.C.
Considerata la sua struttura a gradoni, lo studioso Zecharia Sitchin ipotizza potrebbe trattarsi di una torre di "atterraggio" con rampe d'attracco per astronavi aliene!
In merito a Mosè, invece, lo psicologo israeliano Benny Shanon ipotizza che il suo racconto potrebbe trattarsi il frutto di allucinazioni. Mosé poteva essere sotto l'effetto euforizzante della corteccia di "Mimosa hostilis" (nella foto), una pianta nota già nell'antichità, che cresceva nel deserto del Sinai e che era chiamata "Shita" dagli israeliani (col suo legno fu costruita anche l'Arca). Così come tuttora sciamani di alcune tribù, durante riti collettivi, fanno uso di droghe naturali, lo stesso Mosè, in qualità di capotribù poteva far uso della corteccia della pianta per ottenere un effetto allucinogeno e nel delirio raccontare dell'incontro avuto col Signore! La stessa "Arca dell'Alleanza" , la cui esistenza e vera utilità sono ancora avvolte nel mistero, secondo alcuni studiosi di UFO potrebbe trattarsi di un "apparecchio radio-ricevente" e radioattivo. Questo il motivo per cui, come detto nell'Esodo, doveva sempre essere avvolta in tre pesanti drappi mentre i Filistei che se ne impadronirono e la toccarono, furono colpiti da piaghe (radiazioni ?) 
 
 
La copertura fibrosa che copriva l'Arca era forse isolante e tratta da una pianta tipica di quei luoghi da cui si estrasse, successivamente, una gomma isolante.
Come un forte accumultatore, l'oggetto considerato sacro, fulminò Uzzà, guardia di re Davide, che durante il trasporto la toccò per evitare che si rovesciasse.
Sempre nell'ottica che il popolo (eletto) di Israele fosse "guidato" da entità aliene (soprannaturali)  - che all'epoca avevano avuto dei contatti con il popolo terrestre - la visione di Ezechiele del carro di fuoco, potrebbe trattarsi, per esempio, di una piccola navicella (un modulo di trasferimento di una nave madre in orbita).
L'ingegnere aerospaziale Josef Blumrich ne avrebbe perfino ricostruito un fac-simile.
Ma la storia è piena di situazioni ed oggetti inspiegabili che porterebbero a non dubitare ulteriormente sull'esistenza di intelligenze extra terrestri.
Dalle strane incisioni preistoriche alle impossibili costruzioni megalitiche, fino ad arrivare al misterioso teschio di cristallo trovato a Lubaantùm (città Maya), di cose da capire ve ne sono ancora molte!
 
 


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2 luglio 2008

Il misterioso pianeta "X"

 
Il sistema solare, il pianeta X e la città del Vaticano 
 
 
Il misterioso pianeta "X", di cui si parla da anni, ha a che fare col sistema solare, ma cosa c'entra il Vaticano?
La storia non è semplice e come per tutti gli "X" files non vi sono dati sicuri e probanti, ma solo voci, rivelazioni, teorie, piccole scoperte scientifiche e deduzioni oltre che dei Top secrets.
Potremmo dire che la storia inizia addirittura ai tempi dei Sumeri ed avrebbe a che fare con gli extraterrestri!
Sulla ricerca del decimo pianeta del sistema solare (il cosiddetto pianeta X) vi sono state da parte degli studiosi varie teorie, mentre antiche tavolette d'argilla mesopotamiche, tradotte dall'archeologo Zecharia Sitchin lascerebbero intuire che si tratta del pianeta Nibiru menzionato dagli antichi popoli mesopotamici. Il tutto inizia con un'anomala rilevazione strumentale riscontrata dal satellite-telescopio IRAS (Infrared Astronomical Satellite) nel 1983 e comunicata in conferenza stampa dal JPL della NASA.
Sui giornali fu riportata un'eclatante notizia in merito ad un anomalo dato lRAS che indicava un corpo planetario di dimensioni superiori a quelle della Terra, a circa 50 miliardi di miglia dal nostro pianeta.
Importante diventa il comunicato della BBC del 28 settembre 1999 secondo il quale gli scienziati avevano scoperto un nuovo corpo celeste, orbitante attorno al Sole oltre Plutone il quale aveva deviato la traiettoria del Pioneer 10 per una durata di 25 giorni.
Ma già precedentemte Tom Van Vlandern che lavorava col collega astronomo Robert Sutton Harrington, allo "US. Naval Observatory" di Washington, persuase Harrington dell'esistenza del Pianeta X e questi ne fece menzione nei suoi ultimi scritti scientifici del 1991.
Nel 1987 lo scrittore H.S. Stuttman (Connecticut, USA.) pubblicò un'enciclopedia intitolata "New Science and Invention Encyclopedia" dove viene riportata, accanto ad un'illustrazione della sonda spaziale Pioneer 10 della NASA (la prima sonda spaziale ad uscire dal Sistema Solare per entrare nello spazio interstellare, proprio nel 1983), un diagramma che mostra l'itinerario delle due sonde Pioneer 10 ed 11. Ma contestualmente vengono rappresentati anche due oggetti anomali: quello indicato come una stella morta ("Dead Star"), posta a 50 miliardi di miglia, ed il Decimo Pianeta ("Tenth planet"), a 4,7 miliardi di miglia.
Potrebbe uno di questi due corpi essere l'anomalo corpo celeste individuato dall'IRAS oppure il rosso dio-pianeta Nibiru adorato dai Sumeri?
Poi, vi sono alcuni avvenimenti e strane coincidenze avvenute mentre erano in corso i progetti di ricerca australiani "Near Earth Objects" dell'osservatorio astronomico "Learmonth Solar Observatory" ed il programma di monitoraggio spaziale americano "U.S. SpaceWatch Project", i quali lascerebbero intuire, entrambi, che tali ricerche riguardassero proprio quella porzione di galassia dove presumibilmente graviterebbe il pianeta X. Il chimico britannico Andy Lloyd sostiene la teoria secondo cui Nibiru sarebbe un pianeta che orbiterebbe in senso antiorario attorno ad una stella compagna del Sole (Dark Star Theory).
Dal 1995 ad oggi non solo sono stati scoperti moltissimi pianeti al di fuori del sistema solare, ma è diventata sempre piu attendibile, grazie a sorprendenti dati sperimentali, l'ipotesi della Fascia di Kuiper-Edgeworth: una larga zona esterna alle orbite di Nettuno e Plutone e precedente la Nube di Oort, popolata da centinaia di corpi planetari. Il più grande di questi KBO ("Kuiper Belt Objects" - Oggetti della Fascia di Kuiper) scoperti sinora, catalogato come -2003 UB313- ha una dimensione superiore a quella di Plutone e presenta persino un satellite naturale.
 
 
Ed il Vaticano?
Un ex sergente-maggiore della NATO, avrebbe confidato che la NASA aveva lanciato una sonda automatica, nell'ambito di un fantomatico progetto denominato "SILOE", e che tale sonda aveva poi inviato al Centro Elaborazione Dati del J.P.L. di Pasadena, in California, due fotografie, ottenute con un sistema di rilevazione all'infrarosso, raffiguranti un 'nuovo' corpo celeste, dall'atmosfera molto densa e inserito in un'orbita molto ellittica, oltre quella di Plutone. Lo stesso Zacharia Sitchin aveva dichiarato l'esistenza di un programma segreto denominato "Siloe".
Il progetto in questione, iniziato negli anni '90, pur essendo stato realizzato con tecnologia NASA, non si sarebbe avvalso dei soliti finanziamenti militari o civili, ma sarebbe stato addirittura finanziato dal..... Vaticano!
A questo va aggiunta la notizia, datata primavera '99, ripresa dall'ANSA e confermata dal Prof. Rudolph Koller, docente di teologia all'Università di Salisburgo, secondo cui il Vaticano avrebbe varato un programma, in base al quale ventiquattro sacerdoti cattolici sono già preparati a partire per il Cosmo, nel momento in cui si stabilisse un contatto 'ufficiale' con intelligenze non terrestri.
Ma il solo nome del progetto già darebbe adito a pensare dal momento che Siloe viene menzionato nella Bibbia e si tratterebbe del nome della piscina che riceveva le acque (considerate sacre dai cristiani ) dalla fonte di Gihon attraverso un canale scavato nella roccia, dalle radici del Monte Siòn di Gerusalemme.
Dai tempi di Galileo la Chiesa ha avuto sempre un legame molto stretto con l'astronomia e con tutto ciò che riguarda la possibilità di vita su altri pianeti. Da un punto di vista teologico e religioso l'esistenza di altre forme di vita non scardinerebbe di certo i dogmi della dottrina cristiana ma risulterebbe solo una manifestazione 'diversa' della stessa Verità.  Negarne a priori l'esistenza significherebbe, al contrario, limitare l'onnipotenza del Creatore stesso. Non è una singolare "coincidenza" che a partire dal 2000 siano state divulgate informazioni inerenti il Vaticano e dalle evidenti implicazioni ufologiche Nel 2003 la rivista americana "The Spectrum" pubblica un'intervista all'astrofisico James McCanney pubblicato a sua volta nel 2004 dalla rivista australiana "Nexus"che sostanzialmente ribadisce, tra le tante cose, che esiste un vasto programma di copertura che coinvolgerebbe enti quali la NASA, la CIA, l'NSA e lo stesso Vaticano in merito all'esistenza e al prossimo avvento del Decimo Pianeta.
Il resto rimane TOP SECRET!
 
 
 


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17 maggio 2008

SINDROME DEGLI ANTENATI

 
 
Il Destino, ovvero conscio e inconscio
 
 
 
Noi siamo molto meno liberi di quanto immaginiamo!
 
Si sostiene che traumi familiari accadono ciclicamente all'interno delle famiglie, e per questo, molto spesso, figli e nipoti sono costretti a rivivere, loro malgrado, traumi accaduti ai propri antenati.
Eventi tragici, mariti, mogli o familiari che stranamente muoiono in una stessa data, incidenti, ma anche  situazioni positive e felici che si ripetono sempre nello stesso giono o nella stessa circostanza. Nella vita di molti di noi esistono delle corrispondenze di fatti e di date inspiegabili.
Coincidenze, forse, ma scavando nel nostro passato e in quello dei nostri avi troveremo fatti curiosi, coincidenze di date, giorni, mesi anche anni di distanza che lasciano sconcertati e diventa difficile definirli semplici giochi del destino.
 
Esiste allora una memoria inconscia che si trasmette attraverso le generazioni?
 
La ripetizione delle date nelle storie familiari è stata studiata in dettaglio dalla francese Anne Schutzenberger, nome storico della psichiatria internazionale. Il suo libro "La sindrome ddegli Antenati" è un best-seller in Francia e rappresenta uno dei testi fondamentali della psicologia trans-generazionale, una disciplina che si propone di curare malattie attravesro lo studio delle storie familiari.
La psicoterapeuta afferma che scoprì tale 'sindome da anniversario' quando notò che molte famiglie vivevono identichi eventi negli stessi periodi dell'anno o addirittura negli stessi giorni.
Ricerche negli archivi di molti comuni di Francia e Canada  e centinaia di rapporti ospedalieri riportano date di nascita, di morte, di matrimonio, di malattie, di operazioni o di incidenti che non lasciano dubbi sull'esistenza scientifica che mette in relazione i traumi familiari e le date in cui essi si verificano.
In Italia le ricerche della dottoressa Schutzenberger sono state raccolte dal prof. Maurizio Gasseau, psicologo all'università di Torino e di Aosta, in quanto affascinato da tali coincidenze. Il prof. è oggi una personalità internazionale sugli studi che analizzano i legami nascosti nella psiche di ognuno di noi, attraverso lo studio degli alberi ginealogici.
Nel libro della Schutzenberger si narra della ragazzina Natalie che ogni giorno del proprio compleanno sogna sempre di una strana maschera che la inquieta. Si scoprì che durante la I guerra mondiale un suo pro-zio, mentre indossava una maschera antigas, morì proprio nel giorno del compleanno di Natalie. Questo evento traumatico inconsciamente gli era stata trasmesso attraverso generazioni.
E' possibile che qualcosa accaduto prima, un evento traumatico, si depositi in un immagine simbolica che è l'unico modo per percepirlo. In un altro caso, la dottoressa Schutzenberger studiò una famiglia per 7 generazioni e vide che i componenti ebbero sempre un piccolo incidente nel primo giorno di scuola. Anche se capitava di giorno diverso, l'incidente si presentava semplicemente il primo giorno di scuola.
Il terreno in cui la sindrome degli antenati si scopre con maggior intensità è quello delle malattie. Perché certe patologie a volte incurabili si replicano in certe famiglie con regolarità impressionante. Secondo alcuni studi le cause vanno ricercate nelle genetica, ma la componente inconscia ha altrettante responsabilità.
 
Ma perché membri diversi di generazioni diverse si trovano a vivere le stesse esperienze?
E perché si verificano nello stesso periodo della vita , dell'anno o nello stesso esatto giorno?
 
Nessuno sa il perché, afferma la Schutzenberger, ma tutti sanno che accade. Secondo lei sono solo gli impegni e i doveri non finiti che rimangono nella nostra memoria, sono i "se" che lasciano dubbi e che fin quando non si chiudono le storie, si perpetuano all'infinito.
Quindi sarebbe il non detto, l'evento nascosto, dimenticanze, segreti presenti nelle storie familiari, la vera causa.
OLD FAMILY
I chirurghi di Napoleone avevano osservato un fenomeno particolare nei reduci della campagna di Russia del 1812. Lo shock post-traumatico vissuto dai sopravvissuti agli orrori della guerra, è stato traumatico anche per figli e nipoti che soffrivano di angosce e incubi in prossimità dell'anniversario dell'evento originario. Quando l'Andrea Doria affondò, quella stessa notte molti parenti sognarono i loro familiari in mezzo al mare!Sono forme queste, di Sindrome degli Antenati collettive!
Se pensiamo ai testi religiosi, nella Bibbia è scritto che il peccato graverà sulle spalle degli uomini per 7 generazioni; nell'induismo per 9 ed in alcuni altichi testi cinesi si parla di 11 generazioni.
 
Vi sono soggetti colpiti da psicosi per qualcosa accaduto ai genitori che non hanno potuto elaborare.
 
E' quindi il passato a determinare le paure irrazionali, certe insicurezze e le violenze delle generazioni future?
 
E come se in ognuno di noi agissero i fantasmi dei nostri antenati che in un qualche modo attraverso l'inconscio riescono a condizionare a tal punto la nostra vita da trascinarci dentro i traumi della loro vita, il più delle volte a noi sconosciuti.
Probabilmente è proprio partendo da una particolare concezione tra spazio e tempo che si potrebbe approfondire il mistero della trasmissione inconscia tra generazioni, di fatti, pensieri ed emozioni.
Quello che avviene è guidato da memoria ed inconscio, la mente invisibile presente nell'animo umano. Freud diceva che quello che a noi appare della mente delle persone è solo la punta di un enorme icesberg.
 
Ma come può un neonato conoscere, vivere e ricevere fatti di altre persone se non li ha vissuti e non è a conoscenza?
 
La ricerca sulle trasmissioni generazionali è un valore matematico numerico del nostro inconscio. Come se fossimo tavole rase su cui è possibile incidere le memorie di altri. E' come se nascessimo con un programma mentale inconsapevole, in grado di "marchiarci" a livello di DNA, giusto una MATRICE. Un concetto psicologico che genera ripetizioni, una forza che ci condiziona al di la dello spazio e del tempo.
 
Ma come agisce tale matrice  e perché?

 
Passato, presente e futuro sono spiegabili a livello matematico come livelli paralleli. Una tesi affascinante ma non ancora dimostrata, supporrebbe una trasmissione tra i vari livelli (energetici). Per ora rimane solo la certezza che una trasmisione esiste senza saperne il perché ed il per come. Ma molti studi sono in atto.
 
Gli antichi tenevano una grossa considerazione per il culto degli avi delle loro azioni, così coma fanno ancora oggi gli sciamani; vita conscia ed inconscia legata a se e NON completamente slegata come invece avviene oggi. La colpa è forse la mancanza di una "memoria familiare" che si tramandi di generazione in generazione?
 
 
 
 Riadattamento da una trasmissione di Voyager


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29 aprile 2008

INVENZIONI AL FEMMINILE

 

Venire a conoscenza che alcune invenzioni importanti sono state frutto dell'estro femminile, fa cadere il luogo comune che il campo delle invenzioni e dei brevetti sia solo una prerogativa maschile. Ma oltre le invenzioni che hanno rivoluzionato il mondo strettamente femminile e domestico, ve ne sono anche altre in altri campi, utili per la società tutta.
Ecco alcune delle invenzioni dovute al gentil sesso:
 
lavapiatti -
A Josephine Cochrane si imputa la maternità di un prodotto che ha aiutato molte generazioni di donne. La cosa divertente è che la Cochrane non era un’inventrice. Era semplicemente una donna che amava i cocktail e le cene sociali, e sebbene avesse la servitù che si occupava di rassettare, inventò un macchinario che potesse svolgere il lavoro in meno tempo del suo personale e che lo facesse rompendo un minor numero di stoviglie.
 
 
   
 
 
lavatrice -
La prima “macchina per lavare” nacque nel 1767 da un’idea di Jacob Christian Schäffern, teologo di Ratisbona.
L’invenzione non fu particolarmente ispirata, se non fosse per la presenza di una prima rudimentale centrifuga da azionare a mano. Ma è solo nel 1906 che Alva Fischer costruì il primo prototipo di lavatrice elettrica. L’elettrodomestico concepito dalla Fischer però aveva il grande difetto di avere il motore posizionato molto vicino al cestello, e quindi il rischio di cortocircuiti e di scosse elettriche era alto.
Bisogna aspettare fino agli anni trenta perché venga pensato l’isolamento del motore.
 
reggiseno e biancheria intima -
La nascita del primo reggiseno come lo conosciamo oggi risale al 1914, e lo si deve alla decisione Mary Jacobs di costruire per sé un modello adatto ad un abito particolarmente scollato e trasparente. 
Le antiche romane usavano il mammillare, una fascia di cuoio che appiattiva il seno in caso di misure troppo ingombranti, oppure lo strophium, che sosteneva i seni di dimensioni normali. Nel caso di seno troppo scarso si usava invece il corsetto o cestus, che metteva in evidenza i decolletè più minuti.
Le atlete greche invece portavano l’apodesmo, una specie di guaina da indossare durante le prove sportive. Durante tutto il Medioevo si diffonde l’uso del pelicon, un corpetto foderato di pelliccia, usato più come vezzo civettuolo piuttosto che come sostegno.
Dal Rinascimento fino ai primi del Novecento, i busti delle donne rimangono castamente imprigionati nei corsetti, vere e proprie torture che hanno provocato disagi alla struttura ossea a causa della “tenuta stagna” garantita dalle stecche di balena. Da allora l’industria della corsetteria si è sbizzarrita nel confezionare i modelli più disparati. Con il secondo dopoguerra, le mutande smettono di avere la forma di pantaloncini o di guaine per assumere gradualmente la forma che hanno oggi. Louis Reard, stilista di carrozzeria d’auto e poi disegnatore di moda, è l’inventore del bikini. Mentre trent’anni più tardi, e precisamente nel 1972 a Rio de Janeiro, nasce il primo tanga, grazie all’esibizionismo di Rose De Primo, brasiliana di origine italiana che per farsi notare a una festa tagliuzzò il suo già ridotto bikini trasformandolo nel famigerato capo di biancheria intima.
 
pillola -
La prima pillola che controlla la produzione degli ormoni fa la sua comparsa nel 1916, grazie a Margaret Sanger, la prima attivista ad aprire un consultorio e a richiedere le leggi per agevolare prescrizione della pillola, che fine al 1940 rimane però a scopo curativo.
Già 4000 anni fa le egiziane utilizzavano dei metodi per impedire il concepimento assumendo semi di melograno avvolti in un involucro di cera. Praticamente, la prima pillola della storia, visto che i semi contengono un estrogeno naturale.
Gli antichi romani, invece, usavano come contraccettivo lo sterco di animali che le donne spalmavano sulle pareti della vagina prima della penetrazione, così come era diffuso praticare esercizi e spugnature per espellere lo sperma dopo l’atto.
Dei primi preservativi, invece, se ne trova traccia nel Medioevo, ed erano ricavati da interiora di animali, pelle di pesce da apposite guaine in lino.
I primi studi sull’anatomia femminile e l’apparato riproduttivo avvengono durante l’800, e vengono compiuti i primi esperimenti sui topi circa l’inibizione ovarica per il controllo della fertilità.
E' una delle invenzioni che ha cambiato radicalmente la vita della donna e il suo atteggiamento nella sfera sessuale, è quella dei metodi contraccettivi. 
   
 
tergicristallo -
L’invenzione del tergicristallo si deve alla statunitense Mary Anderson   che per motivi di lavoro usava girare in taxi per i suoi spostamenti. Vittima di incidenti per scarsa visibilità, e di cifre da capogiro per dei tragitti continuamente interrotti dal conducente del taxi che si fermava a spalare il parabrezza del veicolo, la Anderson decise di provvedere da sé alla mancanza del tergicristallo e realizzò un braccio meccanico, per di più rimuovibile a seconda delle necessità.
La leggenda vuole che l’impiegato dell’Ufficio Brevetti la derise, ma nel giro di dieci anni ogni singolo taxi di New York montava la sua invenzione…
Computer
ll nprototipo di computer fu messo a punto nel '800 da Charles Babbage, matematico e filosofo inglese. Ma per il suo funzionamento è stato fondamentale lo studio e la creatività di Augusta Ada King, contessa di Lovelance e figlia di Byron, che inventò il linguaggio con il quale impostare le funzioni della macchina nel 1871.
 
Ma ancora:
Nel 1809, Maria Dixon Kies ricevuto il primo brevetto rilasciato negli Stati Uniti per una donna. Kies, un nativo del Connecticut, ha inventato un processo di tessitura della paglia con seta o thread.
I pannolini usa e getta per i bambini di Marion Donovan:  
il "marsupio" per portare i neonati di Ann Moore,
i primi collant di Allen Gant;
il vetro anti-riflesso (Katherine Blodgett, Schenectady, New York).
dispositivo per l'alimentazione degli amputati (Bessie Blount, Virginia)
i razzi pirotecnici di segnalazione per i naviganti (Martha Coston)
il manichino per insegnare la rianimazione cardio-polmonare (Dianne Croteau);
i setacci molecolari per il miglior raffinamento del petrolio (Edith Flanigen);
il mixer da cucina elettrico, le mensole all'interno dei portelli del frigorifero e il cestino della spazzatura apribile a pedale (Lillian Moller Gilbreth);
il bianchetto per coprire gli errori di scrittura (Bette Nesmith Graham);
la Barbie (Ruth Handler, co-fondatrice della Mattel)
concetto di "compilatore" dei programmi software e linguaggio COBOL (Grace Hopper);
due metodi di inscatolamento sottovuoto (Amanda Jones)
un procedimento per la tessitura della paglia con seta o filo (Mary Dixon Kies, la prima brevettatrice degli USA)
i manicotti per proteggere le maniche degli scrivani senza che essi dovessero rimboccarsi le maniche (Gabriele Knecht)
i codici di sicurezza per le comunicazioni in tempo di guerra (Hedy Lamarr);
il primo programma informatico della storia (Ada Lovelace);
il catetere endovenoso (Betty Rozier e Lisa Vallino)
lo Scotchgard®, il rivoluzionario sistema di impermeabilizzazione (Patsy Sherman)
un metodo di deviazione delle emissioni del fumo delle ciminiere (Mary Walton)
E ancora un metodo per la pulizia e l'essicaggio del granturco, i telescopi per i sottomarini, il laser regolabile, ecc. ecc.
 
 
 


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12 aprile 2008

FANTASMI

 

PRESENZE INQUITANTI

Nel corso del tempo ogni cultura ed epoca e stata attraversata da racconti di fantasmi, di inquitanti presenze dall'oltretomba alimentati, forse, dalla innegabile schiacciante superiorità numerica dei defunti rispetto ai viventi. Vicende a volte frutto di storie tramandate di bocca in bocca oppure di testimonianze dirette, che hanno acquistato, quindi, una veridicità diversa.  

Quante volte abbiamo sentito parlare di storie di fantasmi o apparizioni: è dalla notte dei tempi che ci viene raccontata la possibile esistenza, in alcuni luoghi o situazioni, di presenze inquitante. E' solo frutto dell'immagginazione personale o di fenomeni casuali? Oppure è  possibile che esista un mondo oscuro che vada al di là della nostra comprensione.

Eccovi solo due storie reali, così come ascoltate nella puntata del 12 marzo 2008 di "Yoyager" su RAI 2.

Girovagando tra le remote valli del Galles, nel villaggio "Llanvihangel Crucorney" ci si imbatte nel pub "Skirrid Inn", situato lungo un'antica strada che da sempre ha fatto riposare e ha placato la sete di viaggiatori solitari. Sebbene oggi appaia simile a tanti altri pub, esso sembri conserva l'eco di un sinistro passato.

Simon Curwood con la moglie, amanti delle antiche dimore, si era appena trasferito a Skirrid e mentre nel pub sorseggiava una birra sentì una fitta allo stomaco, cominciando ad avere visioni e flash-back. Sembrava di vedere cose mai fatte e rivivere una vita di un'altra persona, forse era quella dello spirito. Simon si rese conto che non era un caso isolato perché numerosi inservienti e altri clienti avevano già vissuto, in quel pub, esperienzie simili. Kelly Parry, racconta che un pomeriggio, mentre sistemava i tavoli, dapprima sentì dei rumori strani, poi una presenza alle sue spalle ed udì un verso simile a quello di un leone. "Non ci vado più da sola di notte e lascio sempre tutt le luci accese", afferma Kelly. Vikki Cartladge era nel pub con i suoi amici accanto al camino, mentre chiacchieravano e scherzavano tra loro. All'improvviso lei avvertì con chiarezza la presenza di qualcuno alle sue spalle. Era sicuro che fosse una donna, in effetti la udì pronunciare il suo nome: "Fanny". Tale presenza arriva senza preavviso come conferma anche uno dei precedenti gestori della locanda, la signora Heather Grant. "Eravano preoccupati e cercavo di capire", afferma la signora. "Un pomeriggio d'estate arrivò una coppia che stava ricostruendo il proprio albero genealogico e mi chiesero se avessi mai sentito parlare di un tale "Henry Price" che insieme alla moglie, "Fanny", gestiva la locanda verso la metà del 18mo secolo e mi mostrarono il certificato di morte della moglie, morta di tubercolosi all'età di 32 anni".  Probabilmente anche lo spirito di Fanny infesta la locanda! Ma c'è da dire che in origine quel pub, a porte chiuse, assolse anche alla funzione di aula di tribunale dove il giudice Jeffries (1644 - 1689) emetteva le sue sentenze di morte. Qui i criminali del posto venivano processati e, se condannati, impiccati subito ad una trave. Si pensa che circa 182 persone siano state giustiziate nella Skirrid Inn tra il 12mo ed il 17mo secolo. 

Se questo è un problema per un pub, si figuri per chi si trovi a vivere in una casa infestata da fantasmi.

Janet Hodgeson afferma che tutto cominciò nel 1977 quando i suoi genitori divorziarono e sua madre si trovò da sola con i figli. All'epoca la famiglia era composta da Margaret (12), Janet (11), Johnny (10)  Billy (7).  Nella casa i colpi risuonavano su tutte le pareti ma principalmente su quella in direzione delle scale. A volte i rumori continuavano senza interruzione spaventandoli davvero. "Le emozioni s'accavallavano ed ero soprattutto incredula, capivo che stava accadendo qualcosa di strano, ma non volevo accettarlo perchè era un'esperienza nuova", confessa Janet. Nelle settimane seguenti la famiglia Hodgeson capì che un "caos" innaturale si stava abbattendo sulla loro casa sita a Enfield a nord di Londra.  Il caso aveva destato la curiosità di orde di visitatori che incalzavano per conoscere i misteriosi fenomeni che ormai avvenivano quotidianamente. Della sua visita, il fotografo Graham Morris, afferma che fu spaventoso e non si aspettava di vedere simili situazioni e fu colpito con violenza da un piccolo oggetto. Invece lo studioso di fenomeni paranormali Maurice Grosse, che fu convocato per la circostanza, dice che quando arrivò in quella casa, c'era un'atmosfera molto pesante e se si trattava di fenomeni Poltergeist, Janet era il centro di tali attività. Come la bambina varcava la soglia, gli oggetti cominciavano a muoversi e a volare per la stanza. Janet si rendeva conto che tutto partisse da lei e come se posseduta iniziò anche ad entrare in "trance". "Si dimenava, sembrava proprio in preda ad un attacco epilettico, eravamo impotenti e si temeva per la sua stessa vita", afferma Morris. Si fu costretti a chiamare un medico che per sedarla dovette usare una fortissima dose di sedativo. Egli acontinua: "Quella notte si sentì una grande esplosione proveniente dalla stanza di letto di Janet. "Accorremmo tutti velocemente e malgrado il sedativo, trovammo Janet sdraiata su una radio posta su un cassettone a fianco il letto". Nelle settimane seguenti si utilizzò una macchina fotografica a tempo e le immagini mostrarono che Janet e la sorella che venivano, ogni notte, scagliate via dai loro letti e lievitare nell'aria. Sollecitato dallo stato pietoso della famiglia Hodgeson e con la volontà di trovare delle risposte, lo studioso Grosse provò a comunicare con la misterioa entità. Si udì una voce cupa di una persona anziana che sembrò provenire dalla bocca di Janet. Come Grosse racconta, lo spettro disse che si trovava sulla testa di Janet, che si chiamava Bill e che era morto su una sedia al piano superiore. Ulteriori ricerche portarono a scoprire che 14 anni prima (nel 1963) un uomo dal nome di William Charles Louis Wilkins, soprannominato Bill, era deceduto nella casa di Enfield. Nel 1978, stranamente, i fenomeni cessarono.   Grosse conclude: "Questo caso mi convinse al di là di ogni ragionevole dubbio, che esiste qualcosa oltre il mondo fisico che normalmente conosciamo".

Ma c'è anche chi è stato costretto a lasciare la propria abitazione nella quale viveva in tutta fretta. La famiglia Walker non credeva all'esistenza dei fantasmi, ma all'improvviso ha lasciato la casa giurando di non rimettervi mai più piede. Per tre anni i coniugi Patricia e Derek Walker erano stati in attesa che la contea di Falkirk (Glasgow) concedesse loro un'abitazione. Quando finalmente ricevettero le chiavi della casa, il loro bambino aveva 7 mesi ed erano molto contenti perché essa si trovava nella zona dove Patricia era vissuta. "Già dalla prima volta sentii la presenza di "qualcosa", c'era qualcuno in quella casa", ricorda Patricia. Più il tempo passava e più le sue paure aumentavano. "Quella volta ero in piedi nell'ingresso e mi stavo pettinando vicino allo specchio perché dovevo uscire, quando avverti un fortissimo odore di fumo e di carbone". Con il trascorrere delle settimane, Patricia si convinse con crescente inquietudine che quella casa nascondesse un oscuro segreto, sebbene il marito, scettico, continuava ad ignorare le sue richieste. La situazione stava diventando insopportabile per entrambi. Poi una notte mentre dormivano, lo stesso Derek visse un'esperienza terribile, era come se qualcuno lo tenesse fermo sul letto, si sentiva immobilizzato senza saperne spiegare il motivo.

Quando Patricia crollò le venne offerta un'altra casa e così i loro problemi cessarono. "Non so se quei fenomeni fossero legati alla casa o ai suoi precedenti inquilini, ma era come se qualcuno volesse mandarci via", dichiara Derek. Nel 1938 Stirlingshire, vicino Kilsyth, fu devastata da un incendio scoppiato in una delle miniere di carbone della cittadina. Dopo aver lottato per quasi 12 ore con le fiamme i soccorritori scoprirono che 9 minatori erano morti per le esalazioni di fumo. Due di quelle vittime abitavano a "Kirklands crescent", proprio il gruppo di case dove la famiglia Walker aveva ricevuto la prima abitazione!  

  Ma di altri casi ve ne sarebbero ad iosa, così come numerosi i posti che nel tempo sono passati alla storia come "luoghi infestati" o semplicemente misteriosi e spettrali, vuoi per qualche cruente storia che li ha visti protoganisti in passato, che per qualche strana "visione" da parte di qualche povero malcapitato.

NEL MONDO

112 Ocean Avenue in Amityville, New York
Alcatraz - Francisco, California
Bachelor's Grove, Midlothian, Illinois
Ballygally Castle, Irlanda
Bell Farm, Tennessee
Bell Witch Cave, Adams, Tennessee
Bobby Mackey's Music World, Wilder, Kentucky
Borley Rectory, Essex, Inghilterra
Campo di concetramento Auschwitz-Birkenau, Polonia
Castello d'Edinburgo, Scozia
Catacombs, Paris, Francia.
Chingle Hall, Preston, Inghilterra
Eastern State Penitentiary, Pennsylvania
Fox Sisters cottage, Hydesville, New York
Gettysburg Battlefield, Pennsylvania
Greyfriar’s Cemetery / Covenanter’s Prison, Scozia
Lemp Mansion, St. Louis, Missouri
Lincoln Theater, Decatur, Illinois
Magh Sleacht Plain, Ballyconnell, County Cavan, Irlanda
Moore Home / Ax Murder House - Villisca, Iowa
Myrtles Plantation, Louisiana
Old Slave House, Junction, Illinois
Palmyra Island Atoll, Oceano Pacifico
Queen Mary,  California
Raynham Hall, Norfolk, Inghilterra
Rose Hall Great House, Giamaica
Tower of London, Londra, Inghilterra
Underground Vaults, Edinburgh, Scozia
Unit 731 Experimentation Camp, Harbin, Manchuria, Cina.
Walachia, Transylvania, Castelli di Draculea, Romania.
Waverly Hills Sanatorium, Kentucky
Whaley House, California
White House (Casa Bianca), Washington
Whitechapel/Spittalfields, Londra, Inghilterra
Winchester Mystery House, San Jose, California

IN ITALIA

Caselline località Valbrevenna, Genova
Castello della Rotta, Moncalieri
Castello di Bardi, Parma
Castello di Fumone, Roma
Castello di Miramare, Trieste
Castello di Sassocorvaro, Pesaro Urbino
Castello di Savignone, Liguria
Castello di Sorci, Arezzo
Castello di Trezzo, Adda, Milano
Castello Mare Dolce - Palermo
Castello Rocchetta Mattei, Bologna
Chiesa dei morti, Urbino
Cirella Vecchia, Cosenza
Colosseo, Roma
Maniero di Acicastello, Catania
Muro Torto, Roma
Pineta di Castel Fusano, Ostia
Ponte Dei Sospiri, Venezia
Villa Mansi, Lucca  
Villa Pastore, Bassignana, Valenzia
Villa Scott, Torino

L'elenco non è certo completo e poi bisognerebbe aggiungere anche tanti altri luoghi o case in cui qualcuno ha raccontato di aver vissuto una qualche "particolare" ed inspiegabile esperienza.

Di pagine web sull'argomento ve ne sono molte, ma in merito a fatti puramente nostrani, vi rimando a questa pagina: [http://www.fantasmitalia.it/general.htm]  

 

 


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31 marzo 2008

LE LINEE DI NAZCA

 
 
PERU'
 
 
 
 
Tra l'oceano pacifico e le Ande vi è un area dove si trovano disegni più grandi del mondo e la maggior parte di essi si trova nella pampa nei pressi di Nazca, nel Peru meridionale.
Qui vi è un deserto di circa 300 kmq. diviso dalla lunga autostrada Panamericana, una strada di 27.000 km. Decine di aerei sorvolano la zona per osservare dall'alto questo sito archeologico unico al mondo.
Un territorio misterioso dichiarato Patrimonio culturale dell'umanità nel 1994 . Scoperte per la prima volta nel 1926 dall'archeologo peruviano Julio Cesar Tello le misteriose linee di Nazca furono studiate meglio e divennero famose solo nel 1939 grazie all'archeologo americano Paul Kosok che sorvolò la zona con un piccolo aereo da ricognizione. Da terra non si vede altro che una serie di piccoli solchi e solo in volo si vedono i 200 disegni e le 13 mila ciclopiche figure geometriche.
 
COME SONO STATE FATTE?
Le linee sono state realizzate raschiando via lo strato superficiale di pietre nere (contenenti ossido di ferro) e portando alla luce la sabbia giallo rossastra sottostante.
 
PERCHE SONO RIMASTE INTATTE NEI SECOLI?
Questo è uno dei luoghi più asciutti della terra, negli ultimi diecimila anni le precipitazioni sono state pochissime. Inoltre è uno dei pochi posti al mondo in cui il vento soffia senza toccare terra, caratteristica questa che ha permesso ai geoglifi di rimanere immutati nel tempo.
 
QUANDO SONO STATI CREATI?
Nel 1968 l'astronomo Gerald Hawkins scopri che alcuni disegni avevano allineamenti simili a quelli di Stonenge riconducibili all'anno 610 d.C. datazione che coinciderebbe con il risultato delle analisi al Carbonio14 di alcuni resti organici trovati nel deserto, ma il fatto che Nazca a quei tempi era abitata (dagli Indios Nazca, una popolazione antecedente agli Inca e risalente al periodo che va dal 500 a.C. al 500 d.C.) non vuol dire che i disegni siano stati fatti proprio in quel periodo. Antiche leggende del posto parlano di misteriosi visitatori che avrebbero portato la civiltà in quel posto: piccoli uomini dalla pelle chiara e peli rossicci detti Viracochas con poteri e capacità che per gli indios parevano divini.
 
COSA RAFFIGURANO?
Vi sono molte linee rette (fino ad 8 km. di lunghezza), figure umane e disegni che rappresentano fiori e animali. La precisione delle linee rette è impressionante con uno scarto d'errore di soli 2 metri per chilometro. Troviamo una scimmia, una balena, un serpente, una lucertola, alcuni uccelli, un lama, un fiore e un uomo circondato da un alone. Tutte queste figure si estendono per molti chilometri ed alcune hanno dimensioni incredibili, la lucertola ad esempio è lunga 180 metri. Tra diciotto esemplari di uccelli troviamo un colibrì e un condor, la dimensione di questi disegni varia tra i 25 metri ed i 275 metri. Ma il ragno, con in chiaro il suo piccolo apparato riproduttore, rimane un engima, si tratta difatti di un ragno che vive solo nelle foreste dell'Amazzonia il cui apparato riproduttore è visibile solo al microscopio (un mistero simile a quello delle pietre di Ica). Ci si chiede allora, come poteva l'antica popolazione dei Nazca conoscere tale animale? La cosa certa è che i disegni degli animali furono realizzati prima del complicato intreccio di linee rette, infatti, alcune di queste linee, passano sopra i disegni.

 

 

PER QUALE MOTIVO? 
Rimane ancora un mistero su come sia stato possibile creare simili gigantesche forme geometriche, così come il reale motivo di tale lavoro. Vi sono comunque delle ipotesi e secondo alcuni sarebbero dei sentieri sacri utilizzati durante cerimonie per il culto dell'acqua e della fertilita terra, oppure indicatori di antiche sorgenti d'acqua o solo antichi calendari. Ma secondo altri sarebbero le teorie astronomiche quelle più plausibili. Secondo Kosok le linee erano una sorta di indicatori (del sole) di alba e tramonto o di altre stelle mentre la studiosa tedesca Maria Reiche, che ha passato la sua vita a Nazca, crede che attraverso i disegni si determinavano i solstizi e gli equinozi, le eclissi del sole e della luna nonche momenti propizi per semina e raccolti. Vi sono poi ipotesi secondo le quali le linee sarebbero state delle piste di atterraggio per astronavi. Da uno studio computerizzato degli allineamenti astrali di Nazca si è visto che il disegno del Ragno, per esempio,  potrebbe essere una rappresentazione della costellazione di Orione. Anche le tre piramidi di Giza sono la rappresentazione sulla terra delle tre stelle della cintura di Orione. Tra tante costellazioni facilmente osservabili da uomini primitivi, perchè anche i Nazca avrebbero scelto Orione? La zona di Nazca ha una particolarità che secondo alcuni permetterebbe a veivoli aereo-spaziali dotati di grande velocità di evitate la collisone durante l'atterraggio sulla terra. Si tratta del fenomeno pizo-elettrico di natura elettromagnetica secondo il quale esiste un punto in cui l'attrazione tra poli si azzera e tale fenomeno si verifica solo nel deserto di Nazca.  

Un'altra idea suggestiva è che i Nazca potessero volare grazie a rudimentali mongolfiere e che così avrebbero controllato il corso dei lavori, la direzione delle linee dall'alto, tanto più che le figure, visto le loro grandi dimensioni, si suppone potessero essere apprezzate pienamente solo osservandole da una certa altezza. A conferma di tale ipotesi ci sono le pitture che adornano il vasellame ritrovato nella zona che mostrano immagini di oggetti indentificabili con mongolfiere o, per lo meno grandi aquiloni. Inoltre, alla fine di molte delle linee tracciate sono state rinvenute delle buche circolari contenenti rocce annerite, probabili "fosse di combustione" che servivano, forse, a lanciare in area gli aerostati grazie all'aria calda sprigionata dal fuoco. Quando nelle tombe dei Nazca venne ritrovata una stoffa, dalla trama più fine di quella che viene utilizzata attualmente per i paracadute, ma più fitta di quella usata per fabbricare gli aerostati ad aria calda, nel 1975, i ricercatori Jim Woodman e Julian Knott decisero di ricostruire un pallone utilizzando quel materiale che, si suppone, usavano anche gli indios e di farlo innalzare partendo proprio da un'antica fossa di combustione.
Ebbene, il pallone si alzò fino a quota 350 metri e volò per circa 4 km. Ciò rende quindi plausibile l'ipotesi che i tecnici Nazca dirigessero i lavori dall'alto.
 



Ma oggi a Nazca si sta lavorando per mettere in luce uno dei più grandi centri cerimoniali del mondo. Ha seguito i lavori anche l'archeologo Giuseppe Orefice, direttore del "Centro Italiano Studi e Ricerche Archeologiche Precolombiane" di Brescia che, dopo il ritrovamento di 36 templi, afferma:
 
<<La sorpresa piu' clamorosa l'abbiamo avuta quando abbiamo trovato, a quattro chilometri dalla grande citta' sacra di Cahauachi,l'ultimo centro cerimoniale al mondo di mattone crudo. Si tratta di un'area grande 24 Km quadrati, databile tra il 550 e il 1000 dopo Cristo, che contiene praticamente integre piramidi, strutture architettoniche civili e religiose, immense ed affascinanti necropoli.>> 

In ogni caso, il mistero delle linee di Nazca rimane!
 
 
 


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22 marzo 2008

ARTHUR CHARLES CLARKE

 
Un pezzo di storia che se ne va!

 
Pochi mesi fa, il 16 dicembre 2007, aveva festeggiato i 90 anni e tre giorni fa, il 19 marzo, lo scrittore inglese Arthur Charles Clarke è morto nella sua casa a Colombo nello Sri Lanka.
Cordoglio mondiale per un famoso scrittore, divulgatore e inventore appassionato di fantascienza.  Insieme a Robert A. Heinlein (scomparso ad 80 anni nel 1988) ed Isaac Asimov (scomparso nel 1992 a 72 anni) è stato uno dei tre grandi autori della fantascienza moderna. Scrittore molto prolifico, considerato autore di fantascienza hard o "classica" (perchè le caratteristiche salienti dei suoi romanzi sono l'interesse per il dettaglio e l'accuratezza scientifica), tra i suoi racconti più importanti vanno citati  "2001: odissea nello spazio", "Le guide del tramonto", "Incontro con Rama", "Terra imperiale", "Le fontane del paradiso" e "I nove miliardi di nomi di Dio".
Clarke aveva di recente completato, in collaborazione con l'autore americano Frederick Pohl, un ulteriore romanzo, dal titolo "L'ultimo teorema", che dovrebbe arrivare sugli scaffali a fine anno.
Credo che questi suoi tre pensieri diventeranno massime a futura memoria:
 
  • - Quando un vecchio e famoso scienziato afferma che qualcosa è possibile, ha quasi sicuramente ragione: quando afferma che è impossibile, ha molto probabilmente torto. -
  • - L'unico modo per scoprire i limiti del possibile è quello di avventurarsi un po' al di là di essi, nell'impossibile. -
  • - Qualsiasi tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia. -
 
In occasione del suo ultimo compleanno (di novanta orbite intorno al Sole, come lui li definì) venne registrato un piccolo video, giusto un saluto-ringraziamento (pubblicato - QUI - su Youtube), la cui traduzione in italiano ve la riporto in calce a questo post.
Sono convinto che tantissime persone, come me, ricorderanno Arthur C. Clarke per il racconto "2001: Odissea nello spazio" da cui il regista Stanley Kubrick ne fece in, contemporanea, l'omonimo film uscito nelle sale nel 1968. Se non ricordo male, ebbi modo di vedere il film un pò di tempo dopo e ne rimasi letteralmente affascinato. Il film l'ho rivisto molte altre volte, oltre a leggere il libro ed il suo successore "2010: Odissea due" e, nonostante il passare degli anni, la storia è sempre piacevole e mai sorpassata, come tutti i capolavori!  

 

Ho appreso con grande tristezza la notizia della sua morte e mi viene spontaneo salutarlo ora con un grande
GRAZIE!!
 
  
 
Traduzione italiana del video on YouTube at: http://www.youtube.com/watch?v=3qLdeEjdbWE
Sir Arthur C Clarke: riflessioni del novantesimo compleanno (registrate il 5 dicembre 2007)

Salve! Sono Arthur Clarke e vi parlo dalla mia casa a Colombo, Sri Lanka.
Mentre mi avvicino al mio novantesimo compleanno, i miei amici mi chiedono come ci si sente ad aver completato 90 orbite intorno al Sole.
Be', a dire il vero mi sento esattamente come se ne avessi 89!
Naturalmente alcune cose mi ricordano che in effetti ho maturato lo status di anziano. Come disse Bob Hope, "sai che stai diventando vecchio quando le candeline costano più della torta!"
Sono ora assolutamente contento di farmi da parte e stare a guardare come si evolveranno le cose. Ma c'è anche un aspetto triste nel vivere così a lungo: la maggior parte dei miei contemporanei e dei vecchi amici se n'è già andata. Ma ha lasciato molti ricordi che rievoco con affetto.
Ormai passo buona parte della mia giornata a sognare dei tempi passati, presenti e futuri. Mentre tento di sopravvivere dormendo 15 ore al giorno, ho tempo in abbondanza per godermi sogni molto lucidi. Essere completamente bloccato su una sedia a rotelle non impedisce alla mia mente di vagare per l'universo: anzi, semmai è vero il contrario!
Nel corso della mia vita ho avuto la grande fortuna di vedersi avverare molti dei miei sogni! Crescendo negli anni Venti e Trenta del secolo scorso, non mi sarei mai aspettato di veder accadere così tante cose nell'arco di pochi decenni. Noi "cadetti spaziali" della British Interplanetary Society trascorrevamo tutto il nostro tempo libero a parlare di viaggi spaziali, ma non immaginavamo che ci attendeva nel nostro futuro prossimo...
Ancor oggi faccio fatica a credere che abbiamo appena celebrato il cinquantesimo anniversario dell'Era Spaziale! Abbiamo ottenuto grandissimi risultati nel corso di quel periodo, ma l'"Epoca d'oro dello spazio" è soltanto all'inizio. Dopo mezzo secolo di sforzi finanziati dai governi, stiamo ora assistendo all'emergere del volo spaziale commerciale.
Nel corso dei prossimi cinquant'anni, migliaia di persone viaggeranno fino all'orbita terrestre, e da lì fino alla Luna e oltre. I viaggi spaziali e il turismo spaziale un giorno diverranno quasi comuni come volare verso località esotiche del nostro pianeta.
Le cose stanno cambiando rapidamente anche in molti altri settori della scienza e della tecnologia. Per fare soltanto un esempio, la copertura mondiale dei telefoni cellulari ha da poco superato il 50%: vale a dire 3,3 miliardi di abbonamenti. Questo traguardo è stato raggiunto in poco più di un quarto di secolo da quando fu attivata la prima rete cellulare. Il telefonino ha rivoluzionato le comunicazioni umane e sta trasformando l'umanità in una famiglia globale che chiacchiera ininterrottamente!
Che cosa comporta tutto questo per noi, come specie?
Le tecnologie di comunicazione sono necessarie, ma non sufficienti, affinché noi umani possiamo andare d'accordo l'uno con l'altro. E' per questo che abbiamo tuttora tante dispute e tanti conflitti nel mondo. Gli strumenti della tecnologia ci aiutano a raccogliere e disseminare informazioni, ma ci servono anche qualità come la tolleranza e la compassione per raggiungere una maggiore comprensione fra popoli e fra nazioni.
Ho fede nell'ottimismo come principio guida, se non altro perché ci offre l'occasione di creare una profezia che si autoavvera. Per cui spero che abbiamo imparato qualcosa dal secolo più barbaro della storia: il ventesimo. Vorrei vederci superare le nostre divisioni tribali e cominciare a pensare ed agire come se fossimo un'unica famiglia. Quella sarebbe vera globalizzazione...
Nel completare 90 orbite, non ho rimpianti e non ho più ambizioni personali. Ma se mi fossero consentiti tre soli desideri, sarebbero questi.
Prima di tutto, vorrei vedere qualche prova di vita extraterrestre. Ho sempre pensato che non siamo soli nell'universo. Ma stiamo ancora aspettando che gli E.T. ci chiamino o ci diano qualche segno. Non abbiamo modo di indovinare quando questo potrebbe succedere: spero avvenga presto piuttosto che tardi!
In secondo luogo, vorrei vederci rinunciare alla nostra attuale dipendenza patologica dal petrolio e adottare fonti d'energia pulita. Da oltre un decennio seguo vari esperimenti sulle nuove energie, ma non hanno ancora prodotto risultati su scala commerciale. Il cambiamento del clima ha ora aggiunto una nuova sensazione d'urgenza. La nostra civiltà dipende dall'energia, ma non possiamo permettere al petrolio e al carbone di arrostire lentamente il nostro pianeta...
Il terzo desiderio è più vicino a casa mia. Vivo nello Sri Lanka da cinquant'anni, e per metà di quel periodo sono stato triste testimone di un conflitto amaro che divide il mio paese d'adozione.
Desidero fortemente di vedere lo stabilirsi di una pace duratura nello Sri Lanka il più presto possibile. Ma sono consapevole che la pace non può essere semplicemente desiderata: richiede tanto lavoro duro, coraggio e tenacia.

A volte mi chiedono come vorrei essere ricordato. Ho avuto una carriera molto varia come scrittore, esploratore subacqueo, promotore dello spazio e divulgatore scientifico. Di tutti questi ruoli, vorrei essere ricordato maggiormente come scrittore: come qualcuno che ha intrattenuto i propri lettori e, spero, ha anche ampliato i confini della loro immaginazione.
Trovo che un altro autore inglese, che per coincidenza ha trascorso come me la maggior parte della propria vita in Oriente, ha espresso molto bene questo concetto. Per cui permettetemi di concludere con queste parole di Rudyard Kipling:
Se vi ho dato diletto
con alcuna cosa che ho fatto,
lasciatemi giacere silente nella notte
che presto sarà solo vostra;
E per quel breve, breve tempo
per il quale i morti sono tenuti nel ricordo,
non cercate d'interrogarvi su altro
che i libri che lascio dietro di me.
Qui è Arthur Clarke, che vi dice grazie e arrivederci da Colombo!
 
 

17 marzo 2008

GIORNO POLARE

 
Primavera Nel Mondo 
 
 
E' voce comune che "non esistono più le mezze stagioni".
Ma, alla stragande maggioranza delle persone non interessa nemmeno più se tra qualche giorno entrerà la primavera o, più in generale, in che stagione ci troviamo!
Ma non è così per gli abitanti di Longyearbyen, per esempio.
Qui aspettano la primavera con ansia e venerazione e fanno perfino dei 'sit-in' per cogliere il primo raggio di sole.
Dopo molti mesi di buio (Notte Polare), a Marzo è tempo di celebrare il ritorno del Sole (Longyearbyen Sun Festival)
La 'primavera boreale' che prende il posto dell'omonimo inverno.
 
Infatti, con l' Equinozio di Primavera (21 marzo):
» Inizia la primavera nell'emisfero boreale e l'autunno in quello australe.
» Al polo Sud inizia la notte polare, mentre al polo Nord il giorno polare.
» La durata del giorno e quella della notte sono uguali.
» Il Sole sorge e tramonta rispettivamente ad Est e ad Ovest, e passa per l'equatore celeste (punto d'Ariete).
 
Longyearbyen è l'insediamento più popoloso delle isole Svalbard con circa 1.600 abitanti (isole del Mare Glaciale Artico che, posizionate tra i 74° e gli 81° Nord, e tra i 10° e i 34° Est, rappresentano la parte più settentrionale della Norvegia).
Ma il discorso di questo post può valere per un qualunque altro centro abitato situato vicino al polo nord. 
 
La 'Notte Polare' è un fenomeno astronomico che si verifica durante l'inverno a latitudini elevate, ovvero, sopra il 'Circolo polare artico' e sotto il 'Circolo polare antartico', perché a causa dell'inclinazione dell'asse terrestre il sole non sale mai sopra l'orizzonte e quindi è 'notte'  (notte bianca) per tutto l'arco della giornata e per molto tempo all'anno. Il fenomeno opposto (che il sole non scende mai sotto l'orizzonte), che si verifica invece d'estate, è il cosiddetto 'Sole di Mezzanotte' (durante il solstizio estivo) e la durata di questo fenomeno dipende dalla latitudine: a 70° il sole non tramonta per 17 giorni consecutivi, a 80° per 71 giorni, ai poli (90°) per metà dell'anno. Al contrario, allontanandosi dai poli geografici, il tempo in cui il sole rimane sotto l'orizzonte varia dalle 20 ore ai 179 giorni. Precisiamo che non è sempre notte nel vero senso della parola (buio totale), ma vi è illuminazione dovuta alla rifrazione della luce e sebbene non c'è un tramonto, si ha un crepuscolo molto lungo.
(La notte bianca è diventata, per esempio, un simbolo della città di San Pietroburgo, in Russia dove dura un mese (dall'11 giugno all'11 luglio).
 
 
Ma ora godiamoci alcune immagini di Longyearbyen:
 
 
Durante il Crepuscolo  
 
 
 
E' mezzogiorno  
 
 
 
Longyearbyen Sun Festival
 
 
 
Il sole è arrivato!
 
 
 
Sole di mezzamotte
 
 
Alcuni video da Youtube:
 
 


          
   
 
 
Buona Primavera a tutti!
 
 
 


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9 gennaio 2008

FUTUROLOGIA

Cose di oggi previste nel passato

 

Nell'antichità la comprensione del futuro era affidata, come si sa, a maghi sacerdoti ed indovini. Solo all’alba dell’Ottocento con l'avvento della tecnologia e delle nuove scienze l’uomo cominciò a fare previsioni fondate sulla conoscenza scientifica. Il primo futurologo nel senso nuovo può essere considerato Thomas Robert Malthus che, nell’ultimo decennio del Settecento, dichiarò che la popolazione umana poteva raddoppiare ogni 25 anni, mentre le tecniche agricole non potevano raddoppiare la produzione di cibo nello stesso tempo, desumendone, quindi, che se l’umanità non avesse ridotto il tasso di crescita sarebbe stata, poi, travolta dalla fame (teorie riprese successivamente dal noto agronomo americano Lester Brown).

Negli anni successivi il filosofo Emile Littré fece delle previsioni sulla pace in Europa mentre sul fronte ideologico anche Karl Marx può essere considerato un futurologo dal momento che previde, sulla base di argomentazioni che riteneva scientifiche, il sicuro crollo del capitalismo nel mondo. Il primo vero libro di "futurologia" apparve nel 1901 in Inghilterra, scritto da Herbert George Wells, il noto autore di “La guerra dei mondi” e “La macchina del tempo”, dal titolo: “Anticipazioni dell'impatto del progresso scientifico e tecnologico sulla vita e sul pensiero umano”. La sua previsione più azzeccata fu quella che l'automobile avrebbe reso necessaria la costruzione di enormi (auto-) strade riducendo i tempi dei trasporti; quella peggiore, invece, che nessun sottomarino sarebbe stato mai costruito, mentre sarebbero occorsi decenni per la costruzione di un aeroplano. La previsione "scientifica" del futuro, denominata futurologia, iniziò il suo vero cammino poco dopo la seconda guerra mondiale. E’, infatti, dal XX secolo in poi che la futurologia (o futurismo) si consolida quasi a diventare scienza con gli studiosi Dennis e Donella Meadows dell’Institute of Technology di Boston che, nel 1973, applicando la nuova teoria dei sistemi, realizzarono una serie di previsioni sui tempi e sulle conseguenze dell’esaurimento delle materie prime fondamentali per l’umanità. I due scienziati previdero che se il consumo delle materie prime continuava ad andare avanti a tale ritmo esponenziale, l’umanità si sarebbe trovata ad affrontare gravi situazioni di penuria dopo il Duemila.



Nel “Daedalus, or the Future of Science” del 1923, il genetista J.B.S. Haldane previde che il punto focale delle ricerche future si sarebbe spostato dalla fisica alla biologia, che il progresso della medicina avrebbe debellato le malattie infettive e che la produzione mondiale di cibo si sarebbe moltiplicata. Inoltre, che la contraccezione, le droghe psichedeliche e la gestazione di bambini "in vitro" avrebbero rivoluzionato la società umana.
Siamo ancora nel 1900 quando lo scrittore John Elfreth Watkins jr. (figlio di un ingegnere che lavorava nelle ferrovie americane) fa una trentina di previsioni in un articolo intitolato “Cosa può accadere nei prossimi 100 anni”. Interessante leggerne alcune:

1) Gli americani saranno più alti dai 2,5 ai 5 cm. in più e quest’aumento sarà il risultato di una salute migliore a causa di vaste riforme riguardanti medicina, igiene, alimentazione e sport. Essi vivranno cinquanta anni invece di trentacinque, come avviene attualmente e si vivrà nelle periferie. Di case o palazzi in città non ve ne saranno più, solo uffici, mentre occorreranno solo pochi minuti per il viaggio dai luoghi suburbani alla città.

2) Le automobili saranno più diffuse e convenienti dei cavalli. Vi saranno macchine apposite per il lavoro agricolo e un motore del peso di un chilo farà il lavoro di un paio di cavalli. I ragazzi in inverno correranno su slittini a motore, infine, le automobili sostituiranno qualunque veicolo a cavallo, con automobili per la polizia, ambulanze e ogni altro genere di veicolo.
 
3) Nelle grandi città (silenziose) non vi saranno strade per le auto che invece termineranno all'ingresso della città e il traffico avverrà in strade costruite sopra o sotto la città, tipo gallerie ben illuminate e ventilate dove viaggeranno anche treni veloci e con scale-mobili che permetteranno di salire verso l’alto.
 
4) Le fotografie saranno telegrafate da qualsiasi distanza. Istantanee delle più suggestive manifestazioni saranno pubblicate sui giornali appena un'ora più tardi dall'avvenimento e le fotografie saranno in grado di riprodurre tutti i colori presenti in Natura.


Ma Elfreth Watkins jr. previde anche l’avvento di veloci treni elettrici (non a carbone) con aria condizionata, grandi aerei passeggeri e sottomarini. L’energia elettrica che sostituisce in tutto l’uso del carbone e aria calda e fredda che fuoriesce da speciali rubinetti, per regolare la temperatura di case e ambienti chiusi, così come già accadeva all’epoca per l'acqua. Poi videocamere e telecamere che renderanno possibile vedere e sentire in diretta quello che succedeva in ogni angolo del mondo (o spettacoli), così come telefoni e telegrafi senza fili. Alcune specie vegetali e di frutta che aumenteranno in grandezza e saranno prive di semi, mentre vi saranno grandi frigoriferi per il mantenimento degli alimenti. Grandi aziende produrranno alimenti già pronti per l’uso e ogni prodotto sarà disponibile in qualsiasi stagione. La lingua inglese tenderà a condensarsi perdendo l’uso di alcune lettere oltre che diventare la lingua più parlata seguita dal russo; l’insegnamento, anche universitario, sarà per tutti gratuito. Il corpo umano non sarà più un mistero per i medici e ogni organo interno sarà visibile grazie a particolari raggi di luce.

Strano a dirsi ma molte di queste previsioni si sono, poi, avverate, ma casi simili li ritroviamo anche in ipotesi fatte da personaggi più illustri e accreditati. Basti citare il ritorno dell’analfabetismo accennato da Isaac Asimov, alla questione del turismo sessuale e della colonizzazione dell’Occidente ai danni del Sud-Est Asiatico fatta dall’agente della CIA Richard Calder, oppure i satelliti per telecomunicazionui descritti da Arthur C. Clarke.
Nel 1955 il premio Nobel per la fisica George Thomson previde che la popolazione mondiale sarebbe salita fino a 8 miliardi entro il 2050 e che per sfamare questa gente sarebbe stata indispensabile una "Rivoluzione verde” (come quella verificatasi negli anni '70). Previde con successo anche la scarsità di petrolio e lo sfruttamento su scala sia dell'energia solare che della fusione termonucleare.


Infine, potremmo elencare brevemente quelle previsioni, da più fonti date per certe, che non si sono invece avverate:

1 -   Le automobili che sarebbero state soppiantate da veicoli volanti per il trasporto personale;
2 -   Computer parlanti;
3 -   Robot che sarebbero entrati nella nostra vita quotidiana;
4 -   Colonie fondate su Marte, sulla Luna o su altri pianeti;
5-    Città sottomarine;
6 -   Videotelefoni al posto dei tradizionali telefoni;
7 -   Sistemi di guida automatica per le vetture;
8 -   Pasti equilibrati formati da pillole o da porzioni di cibo liofilizzato;
9 -   Immagini olografiche.
10-  Teletrasporto.

Io mi fermo qui, se avete altro da aggiungere fatelo pure…….



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5 novembre 2007

"BODY"

  
Esibizione di Corpi

In molti musei o istituti di scienza di tutto il mondo (America, Australia, Cina, Europa), da anni, si tiene una mostra chiamata "Body" o “Esibizione anatomica di vere parti di corpo umano”, un viaggio con e attraverso il corpo umano che lo mostra senza veli.
Questo avviene attraverso l'uso di scheletri, tessuti e organi veri sottosposti ad uno speciale trattamento di polimerizzazione. 
Ad alcuni istituti, infatti, è possibile donare il proprio corpo ante-morte proprio per tali scopi. 
Ogni campione è disezionato e posto in acetone per eliminare l’acqua. Poi viene coperto di silicone che prenderà il posto dell’acetone che nel frattempo evapora da ogni cellula, il tutto sigillato e messo sottovuoto. Alla fine, con un catalizzatore, si provoca l’indurimento del campione che porta a termine il processo. In questo modo si evita qualsiasi decadimento del campione in futuro.

Questa particolare tecnica creata dal professor Gunther von Hagens e denominata “Plastination”, offre molte possibilità creative.
[
http://www.bodyworlds.com/en/ ]
Infatti, durante queste mostre, oltre a vedere i vari "strati" del corpo umano nel suo insieme, è possibile toccare singoli organi o vederne il funzionamento di altri.

 

 

  

 

Riferimenti:
///www.bodiestheexhibition.com/bodies.html
///www.natureandscience.org/bodyworlds/about_plastination.asp
///www.nytimes.com/slideshow/2005/11/17/nyregion/20051118_BODIES_SLIDESHOW


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26 ottobre 2007

IL MISTERO DI TUNGUSKA

 
Ufo o Meteorite?
 



Nei pressi del fiume Podkamennaja Tunguska, la zona della tiga siberiana nella quale nel lontano 1908 cadde un misterioso corpo celeste, un gruppo di ricercatori della citta' di Krasnojarsk ha scoperto alcune tavolozze al quarzo sulla superficie delle quali sono incise misteriose scritture che, si presuppone, siano state effettuate tecnogicamente con l'impiego di plasma.
Secondo quanto dichiarato a proposito da parte del presidente del "Fondo cosmico del fenomeno di Tunguska" Yurij Lavbin, le tavolozze ritrovate sono state sottoposte ad accurate analisi sia a Karsnojarsk che a Mosca. Dai risultati delle analisi effettuate dagli specialisti russi e' emerso che il quarzo impiegato contiene una lega di sostanze inesistenti sul nostro pianeta. Le ricerche inoltre hanno confermato che le tavolozze sono di origine artefatta, dal momento che alcune di loro sono formate da diversi strati su ognuno dei quali sono stati incisi segni di un alfabeto sconosciuto.
Lavbin sostiene che le tavolozze al quarzo ritrovate non rappresentino altro che i frammenti di un contenitore informativo inviato sul nostro pianeta da una civilta' extraterrestre e successivamente esploso a causa di un infelice atterraggio sulla Terra. Nei confronti delle tavolozze scoperte dai ricercatori di Krasnojarsk hanno gia' rivolto la propria attenzione scienziati americani, inglesi, francesi e tedeschi.

FONTE: Pravda.ru
 

La zona dell’espolsione, oggi.
 
Per chi non conoscesse il caso Tunguska, ecco in sintesi i fatti.

Siberia Centrale, grandi foreste della taigà a Sud del Circolo Polare Artico. Alle 7 e 14 minuti del 30 giugno 1908, sul bacino del fiume Podkamennaja Tunguska apparve improvvisamente nel cielo una colonna fiammeggiante proveniente da sud-est: una palla di fuoco accecante come il Sole discese silenziosamente finchè, a circa 8 chilometri di quota, si verificò un'immane esplosione. La foresta venne rasa al suolo per oltre 2000 chilometri quadrati, con 60 milioni di alberi privati dei rami e sparsi per terra allineati tra loro, ad indicare la direzione dell'onda d'urto. L'energia dell'esplosione, che fu rilevata da sismografi e barografi a migliaia di chilometri di distanza e causò anche forti disturbi magnetici, venne stimata intorno ai 10-50 Megaton, oltre mille volte la bomba di Hiroshima. Se non ci furono vittime, fu soltanto perchè, per fortuna, la regione era quasi disabitata: l'intera Evenkia, vasta più di due volte e mezzo l'Italia, contava nel 1995 solo 21.000 abitanti (e molti di meno nel 1908). Il luogo dell'esplosione era così difficile da raggiungere che venne esplorato per la prima volta da una spedizione organizzata dallo scienziato russo Leonid Kulik solo nel 1927 (a causa anche della situazione politica nell'ex URSS)
 
Nonostante l’intervento e l’interesse di numerosi scienziati e studiosi negli anni, un alone di mistero avvolge ancora l’evento. Dubbi e incertezze rimangono mentre per alcuni scienziati l’ipotesi più probabile era la possibilità di un meteorito fatto solo di ghiaccio che sarebbe esploso a pochi chilometri dal suolo, senza lasciare traccia. Nel 1991 sono stati analizzati in laboratorio i campioni estratti dalla resina degli alberi sopravvissuti alla catastrofe, raccolti dalla prima spedizione di fisici dell'Università di Bologna. Questo esame ha mostrato che molte particelle incorporate nella resina risalente all'anno 1908, non hanno una origine terrestre. Ma anche così, l’assenza di resti macroscopici resta un enigma.


Alberi caduti ripresi da Kulik nel Maggio 1929.


 

Per saperne di più visita:
http://www.geocities.com/elidoro/collaborazione/tunguska99.html
http://www-th.bo.infn.it/tunguska/index.html
http://www.edicolaweb.net/nonsoloufo/tunguska.htm

 


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